Archivio | 2:40 PM

grande magazzino

10 Dic

Io sono impiegata in un Ente Pubblico, senza incarico apicale, per intendersi non sono Capo Ufficio o similare…. stipendio non da nababbi quindi. Facendo una analisi costi e mezzi a disposizione ho individuato in un noto Grande Magazzino della mia città -presente anche a Milano e a Roma, tra gli altri posti  – un luogo dove potermi  vestire senza spendere spropositi e senza sembrare ridicola. Per ridicola intendo non ostinarsi a indossare vestiti che al massimo starebbero bene a chi porta la taglia 46 quando si porta la 50 e si hanno gambe “importanti”. Insomma, per farla breve, in questo magazzino trovo vestiti – maglie e pantaloni in primis – che mi vanno bene come costo e come misura. Non è economico, non vende stracci, ma non è una boutique.

Il magazzino in questione ha un bel reparto casalinghi con oggettistica varia di diversi marche, anche di quelle costose tipo Alessi. Oggi mi sono recata lì perchè dovevo comprare un regalo per una mia amica che, oltre ad avermi invitato a cena per farci gli auguri di Natale. ha  inaugurato una casa nuova. Stamattina, dopo una oretta buona di giri tra i vari scaffali, ho trovato il regalo che mi sembrava giusto ho pagato e mi sono indirizzata verso il banco dove due gentili signorine preparavano i pacchetti regalo.

Alcune signore davanti a me alla domanda “vuole l’etichetta del magazzino?” risposero subito con tono tra l’indignato e terrorizzato “no grazie!” e le due ragazze si guardavano con aria tra lo sconsolato e il complice.

Arriva il mio turno, pacchetto confezionato e stessa domanda “vuole l’etichetta del magazzino? e io “Si grazie, guardi lo consegno anche con questo bel bustone che mi avete dato!” Le commesse sorridono, io ricambio, saluto e vado via.

Perchè vergognarsi di essere quello che si è: se stessi?

Elisa