Archivio | gennaio, 2012

Nevica

31 Gen

Oggi volevo andarmi a iscrivere ad un corso per principianti di Arabo presso una libreria di qui. Su facebook è la terza volta che mi invitano a farlo e per tre  volte ho saltato e non ci sono andata e ora mi sono decisa. Di Arabo imparerò poco o nulla, anche perchè so essere una lingua difficile e che non riesce a scriverla bene anche chi la parla comunemente. Ma oggi nevica a fiocconi e uscita dall’ufficio mi sono rintanata a casa.

A proposito di Arabo mi è venuta in mente questa cosa. La cittadina dove ho la residenza è piccola, provinciale e molto snob. Un tempo era molto ricca e al centro delle cronache economiche per via della fabbrica di macchine da scrivere e mi sono sempre chiesta chi glielo ha  fatto fare all’Ing Olivetti di andarla a localizzare proprio lì…..

Comunque tre generazioni di persone sono nate, cresciute e hanno lavorato all’insegna della Fabbrica e molti ragionano ancora come se Lei fosse solo andata via un attimo e pronta a ritornare, ma tant’è…..

Comunque una delle signore più snob della già snob città è insopportabile, piena di sè e considera la sua cittadina il centro del mondo ed io e non la posso cordialmente vedere. Peccato il marito fosse il migliore amico di mio padre e quindi bisogna mantenere una certa educazione.

La figlia maggiore di questa signora è una se non la massima esperta italiana di cultura araba e soprattutto di diritto arabo. Insegna all’università ed ha lavorato anche per il Ministero per le questioni con il mondo arabo. Tempo fa leggo sul giornale che era stata chiamata a tenere un insegnamento a Londra o qualcosa del genere e in mezzo ad un coro di petulanti madame che parlavano al solito dei mali della piccola cittadina, me ne esco “Ho letto che R. adesso insegna anche A Londra. Sono proprio contenta e falle i miei complimenti”

Dovevate vedere tutto l’orgoglio materno che è uscito fuori. Come fare felice una madre, con poco.

Forse non sono proprio così bastarda.

Elisa

 

come vedono le cose gli italiani

25 Gen

Le argomentazioni giuste e articolate di Benzina e di Povna mi hanno ispirato la seguente considerazione, che non so quanto calzi… ma un po’ si.

Secondo voi al referendum dello scorso giugno, quando si è trattato di votare se investire nelle centrali nucleari come fonte alternativa al petrolio di energia oppure no, quanto ha pesato il pensiero che del resto ha  colto anche me.

“Vi immaginate un appalto per la costruzione di una centrale nucleare di massima sicurezza, affidato con il criterio del massimo ribasso ad una azienda italiana, magari anche in odor di mafia, che lavora con cemento impoverito, in economia, utilizzando personale in nero, malpagato, non professionale, ecc….. Se non ci sono riusciti i Giapponesi…..”

Ecco perchè in Italia è dura riprendersi da una crisi economica…. fondamentalmente non ci fidiamo di noi stessi…. non ci possiamo fidare

Elisa

 

di scioperi di trasporti e governi

24 Gen

Mia madre ha letto da qualche parte che il governo di Salvador Allende in Cile negli anni ’70 è stato fatto cadere – con l’aiuto della CIA – da uno sciopero a oltranza degli autotrasportatori. Chi faceva il parallelo avanzava la teoria di  sostituire alla parola cia la parola mafia o criminalità organizzata. Non so se sia giusto o meno.

Le privatizzazioni non piaceranno alle categorie interessate e per me le privatizzazioni vere, quelle che cuberebbero di più in termini di denaro sono sicuramente quelle relative alle fonti di energia (gas e petrolio) e ai trasporti (aspetto con ansia la privatizzazione della rete dei trasporti ferroviari.

E a  queste misure draconiane prese in fretta e furia e un po’ alla “ndo cojo, cojo” dal Governo Monti ci si sarebbe fatto a meno se:

1) il salumiere avesse sempre emesso lo scontrino fiscale (e io avessi controllato di più – mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa 😦 )

2) l’industrialotto del triveneto avesse fatto un po’ di fatturato in nero in meno e versato un po’ di iva in più, e non mi venga a dire che sennò non ci stava nei prezzi perchè sennò sputo sul suo SUV. E non mi venisse a dire che i marciapiedi del comune fanno schifo e sono tutto un buco perchè aveva solo da pagare l’ICI a suo tempo.

3) Il gioielliere avesse dichiarato un pochetto di più di quello che dichiara la sua commessa.

4) si fosse fin da principio combattuta con ogni mezzo la mafia s.p.a.

E poi smettiamola di trincerarci dietro la salvaguardia dell’art. 18, perchè tanto  se una azienda dichiara  fallimentio o crisi aziendale (magari anche fittizio perchè vuole delocalizzare)… dell’art 18 ce ne facciamo una beneamata pippa!!!!!

Per cui….Spero che mia madre e chi ha fatto il parallelo con il Cile si sbaglino e…..tieni duro Prof. Monti

Elisa

 

 

sette cose su di me

22 Gen

Bella storia, mica facile trovare sette cose che mi descrivano, dovrei far scrivere questo post a chi mi conosce bene e non farlo io…..

1) Mia madre e mio fratello mi definiscono una leonessa. Chi non mi conosce e vede la mia faccina da (ex 😦 ) brava ragazza senza trucco, vestita in modo semplice e sportivo e mediamente educata, pensa che sia una persona mite e tranquilla e facilmente aggirabile. Sappia quella persona che se mi impunto su una cosa provo e riprovo, sbatto il naso e ci giro intorno finchè non trovo la strada per…. e se proprio non c’è storia, rivedo i miei obiettivi. Mi chiaman o dina-mite.

2) sono abbastanza timida, anche se non si direbbe, e quindi odio gli affronti e le battaglie vis a vis, ma questo non vuol dire che mi ci si sottragga. Diciamo che preferisco una tranquilla vita senza troppe sorprese spiacevoli

3) anche se sto bene con amici e parenti sono una persona tendenzialmente solitaria, o che per lo meno sto bene anche con se stessa e non mi annoio se devo intraprendere qualche attività da sola (viaggio, giro in città, visitare una mostra, andare in palestra, ecc….) poi le amicizie vengono anche così.

4) sono epilettica ed è brutto da dirsi ma non posso prescindere da questo elemento che mi ha forgiato nel bene e nel male.

5) non sono normalmente vendicativa  e se ricevo un torto non mi arrovello finchè non la faccio pagare a chi me lo fa, ma se mi capita l’occasione di rendere il favore non me la lascio sfuggire e poi imparo anche da episodi negativi e cerco di non caderci più. Se poi mi fai un torto grave potresti anche essere il mio gemello siamese, per me non esisti più.

6) Se poi posso essere d’aiuto, non mi sottraggo.

7) Sono single, alta, di bella presenza, cultura medio alta, mi piace leggere, viaggiare, andare a teatro, ecc…. (per…. i pari requisiti 😀 ) Scherzo

I quindici non li nomino perchè non voglio fare torto a nessuno e non voglio perdere amici

Elisa

 

 

cittadinanza italiana

21 Gen

Prendere un bambino nato in Italia da genitori stranieri clandestini,  o anche un bambino arrivato clandestinamente con loro, pagargli la scuola materna, elementare, media, superiore, il servizio sanitario nazionale, garantirgli assistenza da parte dei servizi sociali, un alloggio ecc…. e poi una  volta che lo stesso bambino diventa maggiorenne, se non trova immediatamente una occupazione, considerarlo clandestino e in teoria rispedirlo in un patria che non è sua, io:

LO TROVO UN OBBROBRIO GIURIDICO

E poi, per dirla  tutta, perchè non si deve anche riconoscere la cittadidanza ai genitori che trovano lavoro, ottengono il permesso di soggiorno, pagano le tasse, ecc…?

Quando ho visto in Piazza Castello il gazebo di una associazione che raccoglieva le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare in questo senso, mi sono avvicinata per firmare. Al tavolo c’erano due donne una più anziana di orgine presumibilmente peruviana e più scafata che raccoglieva le firme dei residenti a Torino. l’altra una ragazza giovane biondina (rumena?) che raccoglieva le firme per i residenti in Provincia di Torino come me. La ragazza, che parlava un Italiano stentato, tira fuori il foglio in triplice copia fotostatica e prende il mio documento e….. APRITI CIELO!!!

La signora peruviana si accorge che i tre fogli  che compongono il modulo (mi sembra che sia uno per il comune, uno per la procura, uno per la cassazione qualcosa del genere) non erano stati sovrapposti e che le firme erano state messe solo sulla prima copia e non risultavano sulle altre due. Il che vuol dire una ventina di firme presumibilmente sprecate 😦 .Deve aver cristonato in spagnolo (dal tono della voce, almeno) ripetendo tutte le regole  per la raccolta di firme valide in Italiano che l’altra sembrava capire fino ad un certo punto.

L’aria smarrita della ragazza bionda mi ha fatto capire  che le italiche pastoie burocratiche siano un esame arduo, per dirsi italiani 😦

Elisa

Sintomatologia

20 Gen

In quarant’anni di convivenza con la mia non rara malattia – che coinvolge all’ìncirca il 5 per cento ppelle persone- ormai ho imparato a riconoscerla questa situazione, eppure non so come affrontarla, nè se ho voglia di affrontarla. La vivo e basta.

Insomma capita che, trattandosi di una malattia assolutamente diffusa prima o poi alcuni tuoi amici – quelli che non hanno mai manifestato fastidio. pena o commiserazione nei tuoi confronti, gli altri li ho già mandati a stendere da tempo – si trovino a vivere direttamente loro questa esperienza. Vuoi che la collega, una parente o peggio ancora il loro bambino si trovi con questa diagnosi tra capo e collo ed è così che scatta il meccanismo. La telefonata o l’appuntamento per affrontare la questione: Il mio bambino, la figlia della mia collega, mia cugina, ecc….. sono svenute più volte….come accade a te….. e allora l’ho portata dal dottore, la diagnosi, lel medicine. e poi arriva la fatidica domanda:

E’ GIUSTO QUELLO CHE MI E’ STATO DETTO? TU CHE FARESTI?

Odio questa situazione perchè, il più delle volte, capita a dei bambini CAZZAROLA e poi perchè dopo che hai detto le solite cose che devi dire:

“Vedrai che magari starà meglio, il medico che hai scelto è bravo, sicuramente saprà il fatto suo”

ed, eventualmente, sciorinato una infinità di possibili nomi e contatti di persone ecc…. so che quella persona non la sentirò più…. che non si farà più viva nè ora nè mai…. anche se magari la vedevo tutte le settimane (sono residente in una cittadina minuscola e ci si vede e si conosce un po’ tutti).

Perchè? Dopo tanti anni mi sono data questa risposta: un conto è il rapporto di amicizia dove sono io la “povera con problemi di salute” un conto è “siamo allo stesso livello e ci misuriamo  con gli stessi problemi”…. insomma quando siamo alla pari.

Mio fratello e mia cognata dicono che  non erano veri amici.

Ma ci resto sempre male. anche se ormai non mi faccio più illusioni.

Elisa

 

segreterie telefoniche

17 Gen

Risponde la segreteria telefonica della Dr.ssa Pincopallo, per chiamate urgenti contattarmi al….. Per appuntamenti rivolgersi alla Signora E…. al numero….

Per le prescrizioni mediche o impegnative si ricorda che ci sono ben due cassette delle lettere, una interna all’ambulatorio e una esterna, si prega di non ridursi all’ultimo minuto e di non intasare l’ambulatorio con code infinite e inutili e non innervosire la Signora E. con richieste assurde

Potete anche contattarmi via fax e via email….

Premesso che la Dottoressa Pincopallo non fornisce il fax e la email…. e non comunica gli orari di ambulatorio… Voi la scegliereste come medico di base?

Elisa