di scioperi di trasporti e governi

24 Gen

Mia madre ha letto da qualche parte che il governo di Salvador Allende in Cile negli anni ’70 è stato fatto cadere – con l’aiuto della CIA – da uno sciopero a oltranza degli autotrasportatori. Chi faceva il parallelo avanzava la teoria di  sostituire alla parola cia la parola mafia o criminalità organizzata. Non so se sia giusto o meno.

Le privatizzazioni non piaceranno alle categorie interessate e per me le privatizzazioni vere, quelle che cuberebbero di più in termini di denaro sono sicuramente quelle relative alle fonti di energia (gas e petrolio) e ai trasporti (aspetto con ansia la privatizzazione della rete dei trasporti ferroviari.

E a  queste misure draconiane prese in fretta e furia e un po’ alla “ndo cojo, cojo” dal Governo Monti ci si sarebbe fatto a meno se:

1) il salumiere avesse sempre emesso lo scontrino fiscale (e io avessi controllato di più – mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa 😦 )

2) l’industrialotto del triveneto avesse fatto un po’ di fatturato in nero in meno e versato un po’ di iva in più, e non mi venga a dire che sennò non ci stava nei prezzi perchè sennò sputo sul suo SUV. E non mi venisse a dire che i marciapiedi del comune fanno schifo e sono tutto un buco perchè aveva solo da pagare l’ICI a suo tempo.

3) Il gioielliere avesse dichiarato un pochetto di più di quello che dichiara la sua commessa.

4) si fosse fin da principio combattuta con ogni mezzo la mafia s.p.a.

E poi smettiamola di trincerarci dietro la salvaguardia dell’art. 18, perchè tanto  se una azienda dichiara  fallimentio o crisi aziendale (magari anche fittizio perchè vuole delocalizzare)… dell’art 18 ce ne facciamo una beneamata pippa!!!!!

Per cui….Spero che mia madre e chi ha fatto il parallelo con il Cile si sbaglino e…..tieni duro Prof. Monti

Elisa

 

 

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14 Risposte to “di scioperi di trasporti e governi”

  1. 'povna 24 gennaio 2012 a 4:45 pm #

    Posso commentare con un link? http://www.youtube.com/watch?v=e9rh68FhWIA&feature=share

  2. sportelloutenti 24 gennaio 2012 a 5:08 pm #

    La Ministra Cancellieri è esempio illuminante di questa situazione: è stata nominata Commissario del Comune di Bologna quando si è dimesso il Sindaco per una storia di uso privato di bancomat pubblico da parte della fidanzata…. una roba così.
    Dopo due anni di lavoro i bolognesi volevano candidarla a Sindaco, tanto aveva lavorato bene…. ora è Ministro della Giustizia.
    E’ un rischi che voglio correre di innamorarmi del tecnico!!!!
    Elisa

  3. il Benza 24 gennaio 2012 a 5:35 pm #

    Io penso che se il governo Monti avesse realmente voluto aiutare gli autotrasportatori ad abbassare i costi di gestione con la possibilità di rivedere al ribasso le loro tariffe avrebbe spinto per il trasporto dei TIR su rotaia. Invece le nostre autostrade sono letteralmente invase dagli autotreni (mai visti così tanti guidando in Francia, mai visti così tanti guidando in Irlanda, mai visti così tanti guidando in Grecia né in Inghilterra e neanche a Mauritius) e la soluzione sarebbe averne ancora di più: aprendo il mercato alla concorrenza dell’est che lavora per la metà di quello che domandano gli italiani, dorme sul camion e si accontenta di una birra e di un pacchetto di sigarette.
    E qui si capisce come mai a un certo punto lorsignori hanno deciso di allargare l’Europa verso Est, per la manodopera a basso costo, dato che altre ragioni valide non ce n’erano.
    Poi se il governo Monti avesse realmente voluto aiutare i tassisti ad abbassare le tariffe venendo incontro ai cittadini avrebbe offerto il 30% del rimborso sui carburanti come avviene ovunque in Europa, avrebbe lavorato per togliere l’IVA dalle auto di servizio come avviene ovunque in Europa, avrebbe chiesto polizze assicurative appositamente studiate per i tassisti come avviene ovunque in Europa. Invece ci raccontano di un’Authority che dovrebbe decidere lei le tariffe regolandole verso il basso mantenendo invariati i costi di gestione non si sa bene sulla base di quali principi – ivi compresi principi di costituzionalità di cui all’art. 5 e 118 della nostra cara vecchia Carta(ccia).
    Qualcosa mi dice che tutto ciò risponde a un piano ben preciso che non ha nulla di meno crudele rispetto a come lavora la criminalità organizzata, la famosa proletarizzazione di interi settori produttivi per il gioco della finanza, solo che Monti, a differenza dei Catanesi, non spara.
    Senonché accanto all’industrialotto del triveneto che viaggia in SUV grazie al nero c’è anche quello che si suicida perché è stato colpito dalla crisi e non è più in grado di pagare gli stipendi agli operai: quindi io direi che sarebbe il caso di smetterla con questa contrapposizione tra i lavoratori dipendenti e il resto del mondo, diciamo, tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall’altra, gli sfruttatori e gli sfruttati.
    Non esistono categorie “pulite” né cattivi a prescindere. Cioè i cattivi esistono ma non sono i salumieri, i salumieri, in linea di massima, non sono più cattivi di quanto lo siano gli insegnanti che il pomeriggio danno ripetizioni in nero o dei poliziotti con il secondo lavoro, sempre in nero, da istruttori in palestra.
    No perché sennò si fa del qualunquismo da bar sport ed è esattamente quello che loro vogliono.

    (amen)

  4. il Benza 24 gennaio 2012 a 5:43 pm #

    P.S. Non è che voglio fare polemica eh, è solo che trovandomi io dall’altra parte della storia, come dire, forse vedo le cose in maniera un po’ più maligna.

  5. 'povna 24 gennaio 2012 a 6:09 pm #

    Benza: ma io penso di seguire bene quanto dici. Però credo che possa essere a rischio qualunquismo anche valutare allo stesso modo tutte le misure. Esempio (pratico): io penso cose molto diverse sulla questione farmacie e taxi. E le pensavo diversamente anche anni fa, ai tempi di Bersani. E allo stesso modo mi sembra che la questione dei Tir sia ancora (e pericolosamente, in molti sensi) altra cosa.

  6. il Benza 24 gennaio 2012 a 7:04 pm #

    Diciamo che dietro il movimento terra, dietro il trasporto merci e in generale dietro tutto ciò che si sposta su mezzi pesanti si nascondono spesso personaggi di dubbia moralità soprattutto quando le aziende hanno sede in determinate aree del paese, su questo non ci piove. Dicono che la protesta degli autotrasportatori sia guidata dalla criminalità organizzata. Io penso che la criminalità organizzata abbia eventualmente colto la palla al balzo sfruttando il malcontento tra gli autotrasportatori onesti e manovrando i suoi propri autotrasportatori per creare maggiori disagi, per mantenere una posizione dominante, per riuscire a mettere le mani su chissà che cosa. Ciò detto, non sono certo le imprese controllate dalla Camorra a risentire della crisi e della concorrenza dall’Est: sono le piccole aziende individuali che da qualche anno faticano a prendere commesse perché non sono in grado di reggere la concorrenza degli stranieri. Libero mercato? Libero mercato un par de palle. Il mercato sarebbe libero se le condizioni all’interno della UE fossero le medesime, medesimi regimi fiscali, medesimi costi di gestione, eccetera. Però le condizioni di partenza non sono le medesime. Cioè lo sarebbero se il supergoverno facesse quello che dovrebbe fare. Ma loro non hanno la minima intenzione di rendere uguali le condizioni in questione: sennò poi FIAT cosa ha aperto in Polonia a fare? Quindi è vero, la criminalità organizzata. Io, del resto, appartengo (ancora per poco, spero…) a una categoria che nelle ultime settimane è stata massacrata dai media. Si può discutere sul tassista che fa il furbo. Non si può discutere sulla compravendita “al mercato nero” come diceva Repubblica delle licenze quando detta compravendita è regolamentata dal 1992 come cessione d’azienda e come tale è tassata. Non so se mi spiego. Quello che voglio dire è che spesso certe insinuazioni da parte dei media sono molto più che interessate. Quanto siete stati massacrati voi insegnanti quando Brunetta doveva fare lo splendido con i suoi decreti legge? Quante falsità hanno tirato fuori? Beh. E’ la stessa cosa.

    • 'povna 24 gennaio 2012 a 7:20 pm #

      Tutto vero, però, lo sai, Benza, mi conosci, che l’esempio degli insegnanti per me casca male. Io penso moltissimo malissimo del decreto Brunetta, ovvio. Ma non penso, ma SO che è stato possibile che passasse nel sostanziale silenzio (della sua propaganda perché poi di fatto non può essere applicato per questione di costi) perché almeno (almeno) la metà delle persone che lavorano a scuola tutte quelle cose lì (malattie finte, impegni fittizi se devono tornare il pomeriggio, ritardi, nessuna preparazione a casa, settimane e settimane e settimane e settimane per riportare un compito, etc) le fa tutti i giorni. Nella non-volontà di intervento di troppi dirigenti per un malinteso senso di difesa della categoria. Insomma. Il decreto Brunetta è una scemenza, ma di certo sulla categoria insegnanti come (troppo spesso troppo) incompetente e fancazzista non sono state dette falsità. E questo è un dato.
      E che la Cancellieri a Bologna (e sai che io a Bologna ci sono vissuta a sufficienza da averne ancora un bel po’ di dati di prima mano) abbia fatto benissimo, beh, è un altro dato di fatto.

      • il Benza 24 gennaio 2012 a 8:24 pm #

        Certo, quindi è il discorso per cui tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall’altra, se sciopero io è perché sono lobby ma se scioperi tu è perché sei oppresso, se ce l’hanno con me hanno ragione, se ce l’hanno con te sono fascisti… insomma… ecco che in ogni situazione c’è del vero così come c’è del pilotaggio (Noiosona che sono le 21:24 e sta lavorando ne è l’esempio).

  7. sportelloutenti 24 gennaio 2012 a 8:24 pm #

    Io parlerei anche di dimensione di impresa che non è trascurabile. Una impresa di taxi è, anche se gestita in modo aggregato con le cooperative taxi: una licenza-un taxi-una persona. Giocare sulle liberalizzazioni delle licenze dei taxi, giochi sulla pelle delle singole imprese-aziende e persone che hanno solo loro stesse come capitale umano.
    Una piccola azienda artigiana ha l’imprenditore che lavora, la sua famiglia e pochi dipendenti, e anche una azienda di trasporti.E’ chiaro che l’impatto di manovre economiche che cambiano le regole del gioco è massimo.
    Ma se si liberalizzano le grandi infrastrutture, quelle che impiegano molte persone, molti capitali ma che sono regolate da poche privilegiate persone…. e si che il discorso cambia!!!!!
    Prova a toccare la rete ferroviaria, prova a toccare la rete del gas, ad esempio dove pochi ottengono molti benefici e vedi che lo spazio di manovra e i maggiori benefici per i cittadini-consumatori ci sono…..
    Sempre che non si facciano le cose come al solito…. liberalizzare per poi mettersi d’accordo a danno di chi compra.
    Sono poi d’accordo con te Benza quando dici che si dovrebbe incentivare il trasporto su treni di merci che ad esempio potrebbe aprire un nuovo mercato.
    Povna sono una delle poche insegnanti che non considera gli insegnanti una categoria di privillegiati?
    Brunetta avrà anche sbraitato ma nel mio Ente le cose sono rimaste esattamente come erano dal punto di vista della efficienza; chi lavorava come una bestia prima continua a farlo e anche di più…. chi batteva la fiacca continua a farlo e il suo stipendio non ne risente minimamente
    Elisa

    • il Benza 24 gennaio 2012 a 8:38 pm #

      L’Italia però sarà bella sotto molti punti di vista, sicuramente non lo è per quanto riguarda la concorrenza e gli effetti che le privatizzazioni/liberalizzazioni hanno avuto negli ultimi vent’anni. Le tariffe telefoniche saranno anche scese dopo la liberalizzazione: restano comunque le più alte d’Europa. Per dire. E noi siamo il paese che ha più cellulari in Europa però, non siamo quello che ne ha di meno.
      Poi parlano di privatizzare la rete ferroviaria e la prima cosa che fanno è abolire il contratto nazionale dei dipendenti, boh, io sarò anche malpensante ma credo che lo facciano per assumere una valanga di precari a stipendi da fame. Perché poi tra l’altro siamo anche il paese con gli stipendi più bassi d’Europa, modestamente. Questo argomento però ultimamente è sparito. Puff! E nessuno ne parla più. Nel frattempo le spese per la gestione del mio c/c sono aumentate in un anno del 25%.

  8. 'povna 24 gennaio 2012 a 8:49 pm #

    Benza, veramente io ho detto il contrario esatto. Che non tutti gli insegnanti sono cattivi, né sono buoni, così come non lo sono tutti i tassisti etc. Sulla questione dei taxi sai come la penso, ne abbiamo discusso da te e sono stata la prima a portare ad esempio, ulteriore, rispetto a quanto dicevi la questione delle ferrovie. Quello che dico è che non avere il coraggio di prendere posizione contro i fancazzisti (parlo del mio mestiere) ha fatto sì che poi l’Italia fosse pronta a credere che le cose di Brunetta fossero qualcosa di diverso dalla propaganda perversa e dal massacro che erano. Lo so che Noise è ancora a studiare, anche io. Ciò non toglie che chi non lo fa sia una percentuale molto maggiore di una fisiologica eccezione, tutto qui.
    E questo non significa (lo dico anche per Elisa) difendere Brunetta, ma vi pare. Né pensare che scioperare contro queste cose ingiuste sia sbagliato. Significa tentare di dividere e dipanare, consapevoli di sbagliare, ma cercando di non rispondere al tutti buoni tutti cattivi, appunto, con il rovesciamento simmetrico, ma con mille sfumature di grigio!

  9. 'povna 24 gennaio 2012 a 8:52 pm #

    Dimenticavo (scusa Elisa per l’invasione e io non ho nemmeno i cingolati!): io non penso che gli insegnanti siano privilegiati. Ma penso che sia un mestiere che, qui in Italia, per una serie di motivi, permetta di fare iccheglipare (e quindi di diventare privilegiati) a una percentuale di persone molto al di sopra del fisiologico. E nel fare questo si gioca con la vita delle persone che, come ha detto qualcuno (vero, Noise?) non sono assemblati, ma individui in crescita. Tutto qui.

  10. katherine 24 gennaio 2012 a 9:06 pm #

    E che dire di quei giovani che sono incentivati ad aprire un’impresa con un euro? Sappiamo di impresari suicidi per disperazione perchè nessuno li paga e non possono, a loro volta, pagare i propri operai, sappiamo di fabbriche che chiudono lasciando centinaia di persone senza lavoro, di imprese che falliscono, di negozi che chiudono per la concorrenza spietata dei grandi centri commerciali…che garanzie hanno questi giovani che si avventurano nel mondo dell’impresa proprio in questo periodo di crisi? Come se non bastasse devono pure coinvolgere i genitori come garanti, perchè altrimenti le banche non concedono prestiti. Siamo proprio sicuri che incentivare aperture di nuove imprese sia un modo per far diminuire la disoccupazione? E se invece aumentassero soltanto i suicidi?

  11. sportelloutenti 26 gennaio 2012 a 5:16 pm #

    Hai ragione Kathe, il mio pensiero è stato lo stesso: un euro per aprire la società mi sta pure bene, ma il capitale iniziale chi lo dà ai giovani? La legge sulla imprenditorialità giovanile? Sempre che esista ancora. Perchè poi provare per credere, ottenere un finanziamento pubblico è una mission impossible. Anche se passi tutte le fasi di selezione, tra pastoie burocratiche, tempi di attesa e vincoli, prima di avere i tuoi soldi aspetti anni.
    Ci sono passata e te lo posso garantire.
    Se hai la fortuna di avere papà e mamma è bene, ma mica tutti i giovani hanno alle spalle famiglie economicamente solide
    Elisa

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