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le regole servono a crescere

11 Apr

Due ore in piedi schiacciata come una sardina su di un treno carino quanto vuoi, il cosiddetto Minuetto, ma certo con pochi posti a sedere, e davanti a me un ragazzo e una ragazza che parlano di se stessi, della scuola, degli amici. Parlano è una parola grossa, perchè in realtà a parlare è la ragazza: carina, un finto trasandato “gruppo sociale” che più ricercato non si può, tradito dalle scarpe da tennis di marca e dai jeans. Dall’insieme del discorso si capisce che i genitori sono separati o divorziati e che il padre abita a Milano e che lei è andata a vivere da sola ma….

“il preside mi ha chiamato perchè ho già fatto cinquanta assenze, ma che importa poi se io prendo sette, sette e mezzo, in Italiano, scienze,…vabbè matematicha ho quattro, ma che c’entra lì vanno male tutti….se io riesco a studiare in sei giorni quello che gli altri ci impiegano un mese…..e poi la Prof di Italiano è una stronza non piace a nessuno, se vuole che studi come dice lei ha solo da spiegarci come si fa….e i miei compagni di classe sono tutti dei borghesi figli di papà (più o meno ha detto così)…

Papà vuole che vada a vivere con lui…ma non ci penso proprio….io voglio fare quello che mi va….non ci sto alle regole…se voglio andare vado dove voglio….si è vero che arrivo in ritardo a scuola, ma abito lontano e se mi sveglio alle sette e trenta e l’autobus passa alle sette e trentacinque è mica colpa mia se lo perdo (vedi un po’ tu?), per le cose importanti mi sveglio anche presto (scuola no. chiaramente) e poi quegli stronzi a scuola alla seconda ora non mi fanno entrare….(anche ai miei tempi…)

Amici ne ho, anche storie ne ho avute….ma poi mi stufo….non fanno quello che voglio io e…con gli amici finisce sempre che si litiga….

Mano a mano che parlava intravedevo un volto sempre più triste e sconsolato….

Avrei voluto dirle “io fossi in te ragazza a stare col papà ci andrei e di corsa, sarà noioso, imporrà delle regole, ma ti vuole sicuramente bene….e tu di regole ne hai un bisogno grandissimo…perchè a vent’anni sentirti parlare così mette una tristezza infinita. Anche se non ti conosco”

Elisa