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urgenze

29 Mag

Volevo fare un post riassuntivo della mia quattro giorni a Roma a casa di fratello e nipoti per salutare il più grande  che all’inizio di giugno emigra verso gli States per conseguire  il Dottorato di Ricerca in Chimica e i piccoli e grandi drammi familiari che questo comporta nei fratelli che non hanno preso la cosa molto bene, ma mentre ero sul treno del rientro ecco che sento arrivare un messaggio “zia c’è stato un terremoto in Provincia di Modena e il traffico ferroviario è impazzito”..Impazzito poi non è perchè alla fine tutto si è ridotto ad una oretta di ritardo, che spesso capita anche in condizioni ottimali di viaggio…. ma ho trascorso le ore di viaggio a consultare l’ipad della mia vicina di posto – che poi ho scoperto essere una famosa giornalista RAI epurata dell’ex direttore Minzolin, una persona simpatica, la giornalista non Minzolin, e molto alla mano. La conta dei morti, dei capannoni industriali e dei monumenti venuti giù scorreva mentre passavamo tra Bologna e Modena, osservando  il traffico delle statali, un continuo via vai di mezzi di soccorso che probabilmente andavano verso la zona colpita e capannoni industriali per fortuna intonsi perchè lontani dall’epiccentro.

Ed ogni volta che succede questo mi chiedo: come è possibile andare a lavorare per risollevare l’economia di questo paese e rimetterci le penne perchè i capannoni cadono giù come delle scatole di tolla? C’è poca voglia di scherzare in queste situazioni….

L’unica è sperare che questi terremoti cessino e che si faccia più sorveglianza del territorio e controllo del rispetto delle norme di edilizia e sicurezza sul lavoro.

Speranza vana mi sa

Elisa