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vendesi

6 Giu

Quando tre anni or sono mi sono trasferita nel mio appartamentino a Sabaudia, nella mia zona i cartelle vendesi si contavano sulle dita di una mano e come  venivano esposti poco dopo sparivano. Segno, a detta di un mio amico che di mestiere fa l’immobiliarista che il “mercato tirava”. Più piccolo l’appartamento in vendita maggiore la velocità di vendita. Non parliamo poi della zona di super lusso adiacente con ville storiche e giardini supersorvegliate da un sistema di telecamere. Oggi mi sono dilettata a girare nel quartiere e nel giro di dieci minuti ne ho contati venti. In media uno per portone. Poi ci diceva quel tipo li basso che dilettava con le ragazzine  che tutto andava  bene e che la crisi in Italia non c’è. Non sono una econimista, ma se in un quartiere dove come diceva il mio vicino ipersportivo un po’ cafone con orologione automatico di supermoda al polso “qui a meno che tu non abbia bisogno si soldi se hai un alloggio, non lo vendi”, i vendesi fioccano come i funghi in un bosco dopo la pioggia, mi chiedo come sia la situazione negli altri quartieri. Nella zona pedonale i vendesi appartamenti sono comparsi su interi stabili (non oso immaginare gli zeri che servono per pagarli). Sarà colpa dell’IMU, come dicono alcuni miei amici? Bah.

Molti cartelli restano lì a ingiallire per un bel po’ di tempo, a dire il vero, perchè per la maggior parte si tratta di appartamenti abbastanza grandi non adatti alla numerosità (in termine di persone) e alle entrate di famiglie spesso con un solo figlio se non addirittura senza del tutto.

 Io fossi Mr Monti andrei a indagare su tutte questi spostamenti di proprietà di immobili, visto che a quanto pare siamo in 28 milioni di italiani a fare i conti con la crisi.

Li acquisteranno i fantasmi?

Elisa