vendesi

6 Giu

Quando tre anni or sono mi sono trasferita nel mio appartamentino a Sabaudia, nella mia zona i cartelle vendesi si contavano sulle dita di una mano e come  venivano esposti poco dopo sparivano. Segno, a detta di un mio amico che di mestiere fa l’immobiliarista che il “mercato tirava”. Più piccolo l’appartamento in vendita maggiore la velocità di vendita. Non parliamo poi della zona di super lusso adiacente con ville storiche e giardini supersorvegliate da un sistema di telecamere. Oggi mi sono dilettata a girare nel quartiere e nel giro di dieci minuti ne ho contati venti. In media uno per portone. Poi ci diceva quel tipo li basso che dilettava con le ragazzine  che tutto andava  bene e che la crisi in Italia non c’è. Non sono una econimista, ma se in un quartiere dove come diceva il mio vicino ipersportivo un po’ cafone con orologione automatico di supermoda al polso “qui a meno che tu non abbia bisogno si soldi se hai un alloggio, non lo vendi”, i vendesi fioccano come i funghi in un bosco dopo la pioggia, mi chiedo come sia la situazione negli altri quartieri. Nella zona pedonale i vendesi appartamenti sono comparsi su interi stabili (non oso immaginare gli zeri che servono per pagarli). Sarà colpa dell’IMU, come dicono alcuni miei amici? Bah.

Molti cartelli restano lì a ingiallire per un bel po’ di tempo, a dire il vero, perchè per la maggior parte si tratta di appartamenti abbastanza grandi non adatti alla numerosità (in termine di persone) e alle entrate di famiglie spesso con un solo figlio se non addirittura senza del tutto.

 Io fossi Mr Monti andrei a indagare su tutte questi spostamenti di proprietà di immobili, visto che a quanto pare siamo in 28 milioni di italiani a fare i conti con la crisi.

Li acquisteranno i fantasmi?

Elisa

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5 Risposte to “vendesi”

  1. Locomotiva 6 giugno 2012 a 5:05 pm #

    I cartelli ‘vendesi’ appaiono come fiorellini anche qui sui monti, nei condomini delle seconde case.

    Da una parte la crisi morde, l’IMU ha spaventato tutti (esageratamente, oltretutto: son un po’ di soldi, non un rene)
    Dall’altra parte, e qui sta l’inghippo, se compri casa ti arriva il signor Equitalia in persona a domandare ‘ scusi, lei, ma i soldi per pagare ‘sta casa, da dove saltano fuori? Faccia un po’ vedere…’
    Quindi, un sacco di gente che in tempi più allegri avrebbe festosamente messo nel mattone un po’ di buon e sano ‘nero’, adesso sta abbottonatissimo e annusando in giro mica che gli prenda fuoco la coda di paglia fiscale.

    Chi una casa ce l’ha bisogno sul serio e piglia uno stipendio tassato fino all’ultimo non trova una banca che gli fa un mutuo.

    Ed i cartelli ‘vendesi’ ingialliscono nel vento.

  2. Shunrei 7 giugno 2012 a 10:28 am #

    Idem con patate nella mia zona: non c’è condominio che non abbia almeno un cartello o due affissi.
    E non sto a raccontarti come sta andando bene, da ormai un anno e mezzo, la vendita di quelle che erano le case della nonna del Consorte (la casetta di residenza in una frazioncina a 30 km da qui, e un microappartamentino che aveva per le vacanze in un paesino dell’Appennino, al confine della Toscana).
    Pur avendo fissato il prezzo di vendita al minimo legale (<- quella cifra che, se vai sotto, poi scattano gli accertamenti del fisco perchè presuppongono tu li stia fregando), il deserto.
    Quello che so è che per un misero 16,67% di "proprietà" (cointestato con le sue due zie e con suo fratello, immobili che tra l'altro son là chiusi in attesa d'esser venduti e quindi nessuno sfrutta… mio cognato in primis, che vive a 700 km di distanza!), solo con la prima rata dell'IMU ci faccio la spesa una settimana intera…

  3. sportelloutenti 7 giugno 2012 a 4:05 pm #

    Locomotiva, ho notato anche io i vendesi nelle località di mare e montagna. Il nero a cui pensavo io era molto meno “sano” e molto più sporco di sangue e giovani vite rovinate dalla droga o dalla guerra.

    Shunrei. io ho lo stesso problema per un 33% di proprietà di un appartamentino minuscolo in campagna ereditato dai nonni che equivale, chiaramente, alla casa a Portofino o a Courmayeur.

    Elisa

    • L'Economa Domestica 10 giugno 2012 a 9:34 am #

      Il paesello del Radioamatore ormai oltre alle Dolomiti ha come monumento protetto Unesco i cartelli “Vendesi”. Stiamo aspettando dicembre, perché sappiamo di sicuro che un buon 50% degli abitanti (non dei proprietari di seconde case, eh, abitanti) non ha i soldi per pagare l’IMU.

      Al mio ridente paesello dei Castelli, invece, sono in vendita da mesi case che qualche anno fa sarebbero filate via in men che non si dica a prezzi altissimi. La zona è molto residenziale (l’ho scoperto dai giornali! Abito in un quartiere bene!!!).

      Nella città dove Radioamatore ed Economa si sono stabiliti, i due allegri malfattori stanno aspettando qualche altro mese per valutare l’acquisto di un immobile.

      Il mese buono dovrebbe essere gennaio.

  4. sportelloutenti 10 giugno 2012 a 5:03 pm #

    Ho fatto il conto della mia IMU e di quella di mia madre e capisco te e radioamatore…. una patrimoniale bella e buona.
    Così se voglio cambiare casa e comprare devo aspettare gennaio? 🙂
    Elisa

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