della invalidità che c’è ma non si vede

14 Giu

E’ da quando sono bambina che sento parlare di falsi-invalidi e ne ho anche conosciuti da ragazzina un paio di “finti-cardiopatici” che non lo tenevano manco tanto nascosto. L’invallidità riconosciuta a chi non ne ha diritto unita all’accompagnamento ecc… è una dei tanti scambi che la politica ha sempre tollerato (io ti riconosco l’invalidità ammorbidendo la commissione e tu mi riconosci voti e anche soldi). Ma  vale sempre il discorso delle vacche grasse….finchè ce n’è per tutti ci si fodera gli occhi di prosciutto. Ma oggi il prosciutto costa e non tutti se lo possono permettere.

Io l’invalidità l’avrei sempre potuta ottenere. purtroppo a causa di queste maledette crisi che mi vengono in tutte le forme (grande e piccolo male) quando e come vogliono loro. Sono farmacoresistente. Ma non ce l’ho scritto in fronte. non giro in carrozzella e con il bastone e sono sempre stata restia ad avere il “marchio”. Ma quando quattro anni fa sono rimasta senza lavoro e gli unici concorsi che avevano bandito nella mia zona erano per “categorie protette”(più laurea in materie giuridiche o economiche, mica cavoli!) , mi sono detta “e che cazzo!” e ho fatto tutto l’iter che allora non passava ancora da mamma INPS ed era un po’ più snello (e non che ora la lungaggine sia colpa di mamma INPS ma da una legge farraginosa e mal congegnata)

Io tra domanda, visita e certificato ci ho messo circa sei mesi.

Ma non so come mai anche se la invalidità è non rivedibile, rivedibile era il permesso per la 104 e nel 2010 mi hanno richiamato a visita e mi sono trovata in un girone infernale insieme a mamme che accompagnavano i figli down (ma si vede che i geni possono cambiare) e altre situazioni analoghe. Ho discusso con la stessa identica commissione di due anni prima, portando gli stessi documenti e passata la visita con lo stesso neurologo. Ci ho discusso perchè insomma non rotolavo per terra ogni tre secondi e ho lasciato la mamma a casa (tra pullman e treni ci ho impiegato il doppio del tempo ad arrivare alla visita) e sono arrivata sulle mie gambe.

Forse una diagnosi di epilessia non è facile da fare e un eeg o una risonanza sono a portata di tutti i medici ma sicuramente un cieco falso con apparecchiature adeguate lo si sgama, sin dall’inizio e se ho capito sono soprattutto questo tipo di invalidi che cubano di più in fatto di soldi, perchà hanno la pensione più alta più un tot per l’accompagnatore. Non certo quelli che prendono 250 euro al mese. Io poi, per fortuna, lavoro e non costo neanche quello.

Mi auguro  che adesso l’INPS sia più selettivo anche per le revisioni e lasci a casa quelle che sono “irrivedibili” perchè difficilmente, purtroppo, la situazione può combiare con il passare del tempo.

 Elisa 

Annunci

9 Risposte to “della invalidità che c’è ma non si vede”

  1. L'Economa Domestica 14 giugno 2012 a 4:52 pm #

    Questo è un commento tecnico all’esemplare post di Elisa.
    Da circa 2 anni grazie ad una circolare Inps le persone Down sono esentate da qualsiasi visita di revisione (devono fare solo la prima visita, quella con il cariotipo, per il primo riconoscimento e la seconda al compimento della maggiore età – Non ditemi perché, ma è obbligatorio per una questione di cambio fascia). Qual è il problema? Che tutte le persone riconosciute prima della circolare e del DM Turco hanno sì l’accompagnamento, ma non il decreto riconosciuto e/o segnato da qualsiasi parte!!! Quindi l’Inps chiama a verifica o revisione, e si trova a dover semplicemente mettere il DM (la documentazione e il cariotipo bastano e avanzano) solo perché non è stato segnato dalla ASL o perché precedente al DM Turco.
    Per alcuni altri dettagli, sono anni che mi riprometto di scrivere un post a proposito. Devo proprio farlo.

    • sportelloutenti 14 giugno 2012 a 5:41 pm #

      E’ vero che è la burocrazia il peggior problema del nostro paese. Ci sono tante leggi “malscritte” o che non sono esaustive e poi si fanno i decreti attuativi e le situazioni si complicano e si creano discrepanze tra il prima e il dopo. Il problema è che – e tu economa lo sai bene, ahimè – si lavora sulla pelle delle persone, quando alcuni miei colleghi se ne dimenticano mi incazzo da morire.
      Grazie del tuo preziosissimo intervento, da vera esperta

  2. lanoisette 14 giugno 2012 a 5:13 pm #

    mio nonno ha 92anni, ha un’invalidità riconosciuta ma non l’indennità di accompagnamento, sai perché? perché se lo lasci in piedi anche solo per 5min di seguito o lo fai camminare da solo, gli bastano 50m per afflosciarsi da un lato e cadere a peso morto (testimone è il Benza, che vide la pozza di sangue davanti ai giardinetti quando il nonn pensò bene di cascare di faccia proprio sullo spigolo del marciapiede), ma quando gli fanno la visita della commissione lo controllano dopo che è stato seduto in attesa per non so quanto. così lui, che non è stanco, ed è anche molto, molto orgoglioso, si tira su in piedi e sta bello dritto…

    • sportelloutenti 14 giugno 2012 a 5:45 pm #

      Situazioni come quelle del tuo nonno sono semplicemente inngiustificabili e ti capisco. Anche io non ho crisi sempre (per fortuna!) e quando sono andata a visita stavo benissimo. Ma non è giusto doversela augurare davanti alla commissione così si “convincono”.
      Secondo mei le commissioni oggi pensano solo a pararsi il culo e per non rischiare di concederla a chi non ne ha diritto, sono diventati restrittivi al limite dell’assurdo.

  3. Locomotiva 15 giugno 2012 a 11:39 am #

    Ancher mia Mamma passa periodicamente dall’INPS, patronati e compagnia cantando.
    Ha perso un occhio come ‘danno collaterale’ di una operazione al cervello.
    E ogni tre per due l’INPS domanda se è poi proprio vero che una palpebra non si alza più

    Una volta ho sentito un commento sensato: dice che tanto quelli che l’invalidità se la sono inventata hanno abbastanza agganci, dottori amici e inciuci per inventarsi di sana pianta una invalidità che non c’è al primo colpo e riuscire a farla passare per buona.
    E se ci sono riusciti al primo esame, sai che sforzo cacciare di nuovo le stesse balle e portare a qualunque nuova commissione tutte le carte false di questo universo.

    Il povero pirla che invece una invalidità ce l’ha sul serio e gliel’hanno data senza che lui ‘forzasse’, gli fanno venire anche l’ansia.
    Solo cattiveria, in fondo.

  4. alice 17 giugno 2012 a 8:17 am #

    Ciao, leggendo il tuo post non ho potuto fare a meno di pensare alla “mia” situazione.
    Mia tra virgolette, perchè è mia madre, il soggetto invalido sempre da rivedere e da rivisitare.
    mia madre ha avuto un ictus 7 anni fa, da poco più di 50 anni.
    Ha un braccio paralizzato, da allora, e una gamba che muove solo un po’, piano piano.
    Entrambi, braccio e gamba, sono così da 7 anni. Non c’è e non c’è mai stato nulla da fare.
    Ma probabilmente l’inps crede nei miracoli, visto che periodicamente devo accompagnarla in un delirio di colloqui e visite, con attese che variano da 1 a 3 ore e dalle quali lei esce umiliata e sfinita.
    Ti capisco. Volevo dirti solo questo.

  5. sportelloutenti 17 giugno 2012 a 1:10 pm #

    Locomotiva:storie come quelle di tua madre fanno incazzare (scusa il francesismo), già un danno “collaterale” indica che comunque ha un problema di base non male e poi dover sempre dimostrare che le cose – purtroppo – non sono migliorate. Non è che un occhio lo puoi “rincollare” come se niente fosse. Penso che le persone che la fanno franca sia anche una questione di tempistica dei controlli e della mancanza di personale che vale per l’INS come per tanti altri Enti Pubblici.

    Alice è per evitare calvari ulteriori a persone come tua madre che va rivisto tutto il sistema o per lo meno migliorato per evitare inutili ed assurdi calvari. E i nostri decisori la smettessero di pretendere di fare il loro mestiere senza voler correre alcun rischio. Sono pagati adeguatamente per questo.

  6. sportelloutenti 17 giugno 2012 a 1:12 pm #

    Segnalo anche questo bellissimo intervento di una persona molto più documentata della sottoscritta

    http://economiapersonale.blogspot.it/2012/06/e-tutta-colpa-di.html

  7. Shunrei 19 giugno 2012 a 1:45 pm #

    Anni fa avevo una penfriend di Palermo: suo padre si ammalò di tumore e dovettero amputargli una gamba sopra il ginocchio.
    Ebbene: periodicamente lo chiamavano alla visita di revisione dell’invalidità. Manco la mia amica fosse figlia di una lucertola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: