Archivio | gennaio, 2013

Fuga verso il Grillo Parlante

31 Gen

Comincio seriamente a preoccuparmi….Oddio è da un annetto che lo sono ma prima non era così da “panico in corsia”

Io avrei preferito dover votare Renzi come Premier, ma non è così e Bersani sarà anche una brava persona, ma non posso ascoltarlo senza pensare al “non siam qui a pettinar bambole” oppure “alla gallina una volta che ha provato la pentola con l’acqua calda non puoi più dirle che si tratta di idromassaggio” delle caricature di Crozza.

Ma da un po’ di tempo mi devo difendere da ex elettori PD che si sono convertiti al Movimento 5 stelle, fan di Grillo sfegatati  che cercano di portarmi dalla loro parte al suono del “ci vuole qualcuno che faccia fuori tutti questi ladroni, faccia pulizia” oppure “gente come noi, pulita, non corrotta in Parlamento”.

Ok, in linea di principio sono d’accordissimo, anche a me piacerebbe avere una brava signora o un bravo signore che amministrino con il buon senso della madre o padre di famiglia che devono sbarcare il lunario e far quadrare il bilancio a fine mese, dare dei sani e validi principi ai figli, ecc…. Nulla da obiettare!

Ma è lui, il Grillo che non mi va giù, uno che se poco-poco la pensi diversamente da lui o pensa che tu ti sia discostato dalle regole fissate molto “democraticamente” da luistesso,  ti caccia senza tanti complimenti e ti disconosce (la storia dei consiglieri di Bologna e di Parma, insegna) e se è successo con dei semplici consiglieri figuriamoci con dei Parlamentari, che poi l’intervista, la presa di posizione. ecc…. ci scappa sempre, quando devi passare dal portone di Montecitorio con postazione fissa di tutte le televisioni davanti.  Per non parlare dei lobbysti, ecc…

Si aprirebbe la campagna acquisti da parte degli altri partiti, e allora si ritornerebbe indietro al biennio 2006-2008.

Per favore no!

Mi sa che mi turerò il naso, chiuderò gli occhi e solidarizzerò con le galline!

Elisa

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Olocausto del cortile di casa

27 Gen

Le vittime dei campi di concentramento sono una mostruosità, a mio pare re insanabile, e non sono neanche così convinta che una cosa del genere non possa ripetersi. La gente ha la memoria corta e di pazzi scatentati che decidano di approfittarne possono sempre nascere, ahinoi!

Nella mia personale memoria, ricordo una storia che prima mia nonna come adulta e mia mamma come bambina mi raccontavano. Loro erano sfollate in campagna qui vicino a Torino dove avevano una piccola casetta con un po’ di terra che garantiva una sopravvivenza dignitosa grazie alla possibilità di coltivare l’orto avere le galline  i conigli ecc…, e poter scambiare con i vicini quello che si aveva. Una vita migliore di quella che si faceva in città dove dall’armistizio in poi era poco quello che si riusciva a trovare (anche a borsa nera). In quel periodo aumentarono gli attacchi aerei da parte degli alleati e ogni tanto ci scappava qualche pilota inglese che si rifugiava dai contadini per non finire prigioniero dei tedeschi o dei fascisti che poi tanto per il sottile non ci andavano di sicuro, visto come stavano messi anche loro.

I vicini di casa della nonna erano dei contadini relativamente benestanti in termini di terra e animali e avevano un figlio disperso nella campagna di russia e un altro chissà dove. Quello disperso in Russia si era sposato poco prima di partire soldato con una ragazza molto più giovane e non credo si fosse trattato di un matrimonio “d’amore”, Una volta per le donne soprattutto se povere in canna, poche ciance e sposati con chi decide mamma e papà. Insomma era stranoto in paese che la “vedova” del figlio disperso in Russia non avesse pianto più di tanto al non ritorno del consorte e quando gli piombò in casa “l’inglese” giovane,  caruccio e tanto gentile non si è fatta poi tante domande e. …insomma diciamo che non ha proprio onorato la memoria del consorte. Il Padre del ragazzo fece finta di nulla, ma poi tornò a casa dalla guerra l’altro figlio al quale la storia tra la cognata e l’inglesino (bello, gentile, ma che non sapeva tenere una pala in mano) non è andata tanto giù  (la nonna sosteneva che la cognatina fosse anche di suo gradimento)  

Il figlio maggiore ha denunciato lui e la cognata alla polizia fascista o a quel che rimaneva della polizia fascista…

Mamma era piccola stava giocando con i suoi amichetti nei prati intorno a casa e: “le urla disperate della ragazza e del soldato inglese, quando furono fucilati vicino al cimitero, non li scorderò mai più!”

Brutta storia la guerra, molto brutta 😦

Elisa 

Al fuoco! Al fuoco!

23 Gen

Ho scoperto che se suona l’allarme antincedio non sarò l’unica a bruciare come un rosticino!!!!

Oggi ero in un ufficio al pianoterra, luogo notoriamente vuoto salvo in caso di riunioni, assemblee o corsi di formazione e dove se vuoi parlare con una collega di pratiche poco chiare (magari anche fare altro, dicono colleghi più maliziosi)  senza essere interrotta in continuazione da telefono-altri colleghi-utenti ecc… è l’ideale. Ebbene stavamo parlando io el la mia collega di casini vari capitati su alcune pratiche e suona l’allarme, io e lei prima strabuzziamo gli occhi per il casino e poi, pensando al solito ascensore bloccato o a una porta allarmata da non aprire, chiudiamo la porta della stanza e continuiamo a parlare, salvo quando vediamo un via vai di colleghi in cappotto e allora capiamo che si tratta di qualcosa di serio. Arrivati nella hall  facciamo allegramente  finta di nulla e partecipiamo solerti allo “sfollamento” dello stabile, consapevoli che se si fosse trattato di un allarme vero nessuno ci sarebbe venute a cercare. Ma non è finita qui, perchè quando salgo al mio piano mi accorgo che non uno dei colleghi del mio ufficio si è scomodato ad uscire dal suo ufficio all’insegna del “ma che buffonata è questa”, “cosa cavolo è tutto questo casino”, “che cosa combinano”. Sappiate che saremmo finiti arrosto in almeno sei , tutto un intero ufficio dal capo ai poveri schiavetti 😦

Elisa 

vita a impatto zero

19 Gen

Oggi mentre pranzavo ero sintonizzata su di un famoso programma televesivo della RAI solitamente interessante e ben condotto. Si parlava di impatto ambientale, fonti energetiche rinnovabili, inquinamento. La trasmissione è registrata a Torino città che, ahimè visto che ci vivo, ha il triste record di essere la metropoli italiana più inquinata. Hanno intervistato una signora portata a modello come il top della vita a impatto zero (che poi vive a Milano) perchè non usa la macchina, gira in bici e usa i mezzi pubblici e quando le serve l’auto prende il taxi o al massimo il car sharing e già mi sono confortata. Non ho la patente e allora sarei a impatto sotto-zero, solo mezzi pubblici, taxi raramente e manco inquino con il car sharing. Ma in tempo di crisi molti tendenzialmente lasciano l’auto in garage dall’aumento di persone che vedo su autobus, pullman, treni ecc…. ma credo che la ragione  sia più dovuta a “portafoglio zero” 😦

Poi è stato mostrato il prototipo di una bellissima auto elettrica progettata da studenti del Politecnico di Torino, niente gas di scarico e le centraline rivelatrici di nanoparticelle se ne starebbero buone. Ma sono solo dei prototipi e costosissimi.

Ma è qui che sorge il cortocircuito:

la città dell’automobile, la più grande fabbrica in Italia, e la necessità di un  rilancio economico con nuovi modelli di auto, da un lato, e la pubblicizzazione di uno stile di vita sano e poco inquinante che prescinda dall’automobile e dai suoi scappamenti, dall’altro. Chissà se anche la Camusso fa gli stessi miei spiccioli ragionamenti?

  

buseconomy – trasferimenti

16 Gen

Causa di guasto serio all’impianto di riscaldamento mi sono trasferita con le mie carabattole per un po’ di giorni da mamma e solo oggi ho ripreso possesso della mia casina. Questo per dire che per un po’ di giorni mi sono recata al lavoro con il pullman, un’ora di percorso per arrivare a Torino e altrettanto per attraversare con il Bus da Nord a Sud la città (parteza 6,50 e arrivo in ufficio 8,50). Tragedia da isteria il giorno in cui Monti ha inaugurato Porta Susa dove il traffico è impazzito e i giri del Pullman pure…. 

Traffico a parte, volevo sottolineare che le persone che sono sul pullman sono sempre le stesse, alcune le avevo già notate in altre occasioni, gente che “pendola” anche da trent’anni e più, incazzatissima con Fornero & C. perchè hanno visto slittare anche di cinque sei anni l’età della pensione. E per chi si alza alle sei di mattina (o anche prima) per tornare a casa all’ora di cena la cosa fa un po’ imbestialire….

“io sono trentacinque anni che faccio questo tragitto, ma non mi lamento perchè vedo solo colleghi che vengono lasciati a casa intorno a me e a cinquantacinque anni trovarti un altro lavoro non è facile”, fa un passeggero

“io lavoro in banca sempre stata in centro, vado in ferie a Natale e il 23 dicembre il mio capo mi convoca e mi dice: quando rientri sappi che ti devi presentare in Via pincopallo che si trova all’altro capo della città e per arrivarci devo prendere due mezzi oltre al pullman”, segue altra passeggera

il top lo dice una ragazza seduta a fianco a me “io sono quindici anni che lavoro a contratto, ogni anno spero mi riconfermino e ora a giugno mi lasciano a casa, magari mi trasferissero solo dall’altra parte della città”

Ecco come non lamentarsi più della caldaia che non funziona e di andare a stare una settimana consecutiva da mamma

Elisa

formazione obbligatoria

8 Gen

Non se ne abbiano i formatori di mestiere che passano da queste parti e quando parlo di formatori non intendo chi fa l’insegnante ma chi, all’interno di un ufficio pubblico o azienda privata, si occupa della formazione del personale, Mio padre, di questi ultimi aveva stima zero e diceva che ad occuparsi di formazione destinavano i lavativi o quelli di cui non sapevano cosa farsene o perchè raccomandati o perchè illicenziabili. Comunque al 28 dicembre 2012 il nostro ufficio centrale risorse umane si è accorto che il Piemonte e la Lombardia non aveva fatto al personale un corso obbligatorio da tenersi entro fine anno di 40 ore e invia una email ai singoli direttori, ufficio personale, formazione, di darsi da fare e organizzare il tutto al più tardi entro il 15 gennaio 2013. La email  viene ricevuta dal nostro ufficio protocollo alle 13 e 25 ma l’addetta esce alle 13 e 30 e va in ferie, Nessuno la legge e nessuno si preoccupa di controllare sino al sette gennaio. Apriti  cielo! Tutti al corso per quattro giorni obblgatoriamente, ufficio fermo e che gli utenti si attacchino al tram se hanno urgenze. E se sono i dipendenti ad avere una urgenza? Ad esempio io sono al freddo, con la caldaia rotta e oggi deve venire il tecnico a ripararla La sottoscritta scrive una email spiegando che non può presenziare al pomeriggio causa caldaia rotta e appuntamento con il tecnico e la invio, come indicato nella lettera di convocazione, all’ufficio formazione e al responsabile del corso e poi per conoscenza al dirigente al capo ufficio ecc…. Risposta da parre dell’ufficio di formazione? Manco con il piffero.

Incontro in corridoio il responsabile che mi fa, aggiungete un tono scazzato, accento romano e una mano in tasca dei pantaloni: “ma no so, forse non l’ho vista, non leggo tanto le email, ma mandala anche all’ufficio formazione (di cui il tipo è il responsabile N.B.)”

E io: “mandata a te, all’ufficio formazione, dirigente, direttore, ecc….. e adesso ciao!”

Ma se po’? 

2013

4 Gen

Avrei dovuto, almeno nei propositi, finire in maniera serena e piacevole il 2012 in compagnia della mia famiglia a Roma, ma vuoi che non arrivasse il colpo di coda di un anno di m.? Infatti: il papà di mia cognata, che pur da tempo malato ma comunque stabile grazie a cure e attenzioni, ci ha lasciati proprio la notte di Santo Stefano e così siamo andati al Paese Natio per i funerali. Inutile dire che mia cognata non era certo dell’umore giusto per festeggiare prima il compleanno dei gemelli e poi il capodanno, e tutto è stato un po’ strano. Il fare le cose in tono minore, a casa, solo noi della famiglia e senza troppi fronzoli ha reso questo fine anno tutto sommato più “bello” (anche se non è il termine giusto): ci siamo confidati i nostri desideri, i nipoti hanno ragionato sul “cosa vorrei fare da grande” e su cosa stanno facendo insomma tutte quelle cose che se occupati a passare da un caffè dalla amica tizia al cenone a casa degli amici caia e sempronio, non si sarebbe riusciti a fare. Ce ne vorrebbero più spesso di questi momenti ma senza eventi tragici, per favore.
Mia nipote ha capito (almeno in parte) che non può essere gelosa così visceralmente nei confronti della ragazza del suo fratello gemello e ha mollato il suo proposito di un “comitato di accoglienza” non proprio caloroso nei confronti della fanciulla.
A me personalmente ha fatto effetto tornare dopo quasi diciotto anni nel mio quartiere di quando ero bambina e girare per vie che non riconosco più con negozi totalmente diversi, strade che non sono più loro anche se sono migliorate perchè tutte pedonalizzate, un mix tra magone e il “”questa non è più casa mia”.
Forse sono cresciuta 🙂
Buon 2013
Elisa