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8 marzo

7 Mar

Mia mamma era (è) una femminista convinta. ai tempi delle manifestazioni in piazza per la 194, violenza contro le donne, tempi del lavoro, ecc… se le è fatte tutte e ancora oggi che ha raggiunto la cifra tonda degli ottanta, è stata in piazza “nero-rossa vestita” il 14 febbraio per One-billion Rising. Io no, ad esempio, non perchè non condividessi le ragioni della manifestazione, ma il lavoro e la pigrizia hanno avuto il sopravvento. Quando ero ragazzina sono cresciuta anche passando attraverso gli 8 marzo in piazza con volantini e mimose con mamma. Quando sono incominciati i pranzi e le pizzate tra donne con mariti-findanziti-compagni fuori dal ristorante  che ti portano le mimose, sono finite le mie celebrazioni e l’8 marzo è diventato un giorno come gli altri.

Ha senso festeggiare l’8 marzo? Chiedetelo alle donne picchiate, violentate – addirittura uccise: una ogni tre giorni – nel nostro “civilissimo” paese. Secondo me più che festeggiare bisogna  ricordare, almeno una volta l’anno, che occorre fare ancora molta strada.

Una senatrice socialista della regione che mi ha dato i natali diceva: “la verà parità si raggiungerà quando sul posto di lavoro non si sostituirà un manager mediocre con una manager cazzuta e intelligente, ma con una managar altrettanto mediocre”.

Elisa