Archivio | maggio, 2013

Situazione

29 Mag

Questo tempo da lupi mi rende attiva come una ameba, una pietra ha più voglia di fare cose di me e  non parliamo del continuo mal di testa che si alterna a sternuti. Vado di oki e similia per combattere la cosa. Per non farsi mancare nulla. la mia dottoressa ha cercato di cambiarmi terapia ed è stato un fallimento su tutta la linea Dopo quattro giorni e dormite di dodici ore consecutive la notte e tot ore il pomeriggio – e quando uscivo di casa mi sentivo come se mi avessero attaccato alle spalle uno zainetto da cento chili – ho pensato che un conto è il fine settimana con mamma a seguito che spignatta e sistema al posto tuo e un conto è stare da sola, andare a lavorare, tornare dal lavoro e non stramazzare a terra nel frattempo.

Insomma al quarto giorno ho telefonato alla mia dott. e le ho detto che la sua cura stava per finire nel cestino, e lei: “te la sospendo”, io tra me ho pensato “sono io che me la sospendo”, ma perchè polemizzare?

A parte questo ho incominciato a fare volontariato e a cercare di aiutare sfigati che vivono la mia stessa situazione e sono in partenza per la città natia in quanto un gruppo di amici di mio padre per il 2 giugno pianteranno un pino di aleppo in memoria di mio padre… mi sembra una cosa carina!

Baci

Elisa

Grandi attese (o speranze)

17 Mag

Che poi mi fa pensare a Dickens….

Mia mamma mi ha raccontato di una sua amica che ha dovuto richiedere al giudice un’ordinanza per vietare al figlio di andare a casa dei suoi a chiedere soldi in continuazione. Cosa tristissima a pensarci. Questa signora appartiene a quella categoria di persone supervincenti e supercompetitive che dalla vita sembravano avere avuto tutto; medico lei e supermanager il marito, un sacco di soldi due figli maschi un sacco di soldi spesi per farli studiare sino ad arrivare a comprare una appartamentino a Milano per far studiare il primogenito alla Bocconi e un appartamentino a Roma per far fare la Luiss al secondogenito, Modelli di vita da Sole24ore insomma. Morale della favola. il secondogenito si è subito tolto dalla competizione e ha incominciato a darsi alla droga a incominciare da quelle leggere per poi passare alla cocaina e eroina ed è finito da Muccioli a disintossicarsi e dopo un tot di anni di entra e esci dalla Comunità terapeutica sta benino, lavoricchia, ma è tampinato a vista da mamma e papà che manco la digos. Ma quello del provvedimento restrittivo è il primogenito bocconiano che dopo un bel po’ di anni si è scoperto che di esami ne aveva dati pochini e che a Milano i soldi di mammà li utilizzava per altro. Insomma tornato a casa non si è mai laureato e si è lanciato nelle attività pseudo-imprenditoriali più disastrose che tanto se non andava bene ci pensavano i genitori a tamponare le perdite. Dopo un po’ di anni, paga qui e paga là, mamma e papà hanno chiuso i cordoni dela borsa e messo l’alt. Lui, approfittando di una assenza dei genitori, ha saccheggiato casa e non contento ha anche  aggredito i suoi. Amica di mamma disperata e piangente e vi assicuro che fa impressione vedere una persona  che prima era in cima al mondo in questo stato e tu che non sai che cavolo dire.

Cari genitori, mai caricare i figli di troppe attese o proiettare su di loro il proprio modello di  vita. Se non volete correre il rischio di rovinarli o farne dei nevrotici schizoidi nella migliore delle ipotesi

Elisa

Coppa Supreme

13 Mag

Nella città di mare, dove sono nata e cresciuta, la migliore gelateria della città aveva tra le sue prelibatezze la più ambita delle coppe gelato, almeno dalla sottoscritta: la Coppa Supreme. SI trattava di una montagna di gelato alle creme di tutti i gusti e tipi con cialde di biscotto e cioccolato e anche un po’ di liquore che ti stordiva quel tanto che poteva bastare ad un ragazzina di dieci anni o giù di lì. Mi piaceva mettere da parte i soldini ed andare a mangiarla con le amichette, perchè magari mamma me la comprava ma arrivava sempre la fatidica frase al cameriere; “niente liquore, è per una bambina”. Invece  era bello alzarsi sazia e con quel leggero giramento di testa che ti dava il liquore e l’aver fatto una cosa che mamma non ti avrebbe permesso…..

Questo ricordo mi è venuto in mente oggi. Vi ricordate la storia delle valutazioni delle nostre Performance ?

Ecco il link https://sportelloutenti.wordpress.com/2013/04/17/performance/

Quel super premio annuale che al massimo ci potrebbe portare all’acquisto di un paio di scarpe al mercato….

Beh, oggi sono arrivate le schede di valutazione, apro la mia e…. “giudizio finale: elevato!” Wooow. Mi confronto con le mie colleghe e noto che qualcua  ha avuto “più che adeguata”, altre “adeguata”, ecc… insomma la mia sarebbe la più alta. già mi vedevo con le mie scarpette!!!

Ma ho scoperto che non basta, che serve un giudizio tipo “suprema-maxi-brava-ingamba”, anche questo anno ho fallito la meta 😦

Qualcuno vuole consolarsi con me insieme ad una Coppa Supreme di gelato? Chiaramente con il liquore!

Elisa

Bus economy: adolescenti

5 Mag

Fermata dell’autobus Stazione di Porta Susa io e mia madre in attesa del tram. accanto a noi tre adolescenti si e no 14 anni scarsi che con un accento simil-siculo si scambiano il seguente dialogo:

I adolescente: “Miiiiiiinchia, non ho il biglietto dell’atuobus!”

II adolescente: “M…a, manco io ce l’ho se ci ferma il controllore diciamo che il documento non ce l’abbiamo e diamo un nome e un indirizzo falso (accompagnando la frase da risatina scema)”

III adolescente: “M:….a, io una colta gli ho dato il nome e indirizzo di un mio amico così la multa l’ha ricevuta lui” – N.d.R. questa cosa la faceva anche mio fratello con il suo migliore amico ma dato che lui faceva altrettanto ogni genitore si pagava la sua multa e la parità era ristabilita.

Allora riprende il I adolescente: “M………a , io un giorno ho detto che non avevo il documento e ho dato il mio nome e indirizzo vero e non mi è arrivata nessuna multa. perchè tanto non ci credono che è il tuo nome e la strappano”.

Intanto arriva il tram e saliamo sopra io mia mamma e i tre ragazzetti che continuano a parlottare tra di loro. Dopo un buon dieci minuti eravamo praticamente arrivate alla nostra fermata e i tre si guardano intorno e con aria e tono da bravi bambini educati dai salesiani si rivolgono al tipo seduto vicino a me:

“Scusi, signore, ma è giusto per Piazza Castello?” e il tipo.”No, stiamo andando esattamente dall’altra parte”

Un coro dei tre: “Minchiaaaaaa, abbiamo sbagliato!” e scendono di corsa!

Io guardo mia made e mi scappa: “Minchia!” e………. scoppiamo a ridere

Sono sempre più convinta che chi se ne trova in classe venticinque se non trenta di sti  geni, meriti la medaglia al valore

Elisa 

www venti anni?

1 Mag

nell’estate del 1993 lavoravo in una società che gestiva alberghi e stava negoziando un contratto con una grande ex (ahimè) multinazionale ce cercava ospitalità per tecnici e manager americani in zona e cettò di mandare da noi i suoi ospiti perchè avevamo un servizio in più rispetto ad altri: un pc e un rumrosissimo scatolotto collegato al telefono che ci impiegava dieci minuti a entrare in funzione restava attivo altri pochi minuti e poi si doveva ricominciare. Era un modem, e noi eravamo i primi privati ad avere un contratto di collegamento internet. La sera c’era la coda di ammmericani che chiedevano di leggere le loro email e vari allegati. Il servzio lo strapagavano sul conto dell’albergo ma a loro non interessava visto che eravamo gli unici ad offrirlo e in ufficio non avevano abbastanza pc a disposizione ner potersi collegare.
Il world wide web lo conobbi così, dietro il bancone di un albergo allora non ne capii subito tutso le potenzialità ma che fosse una cosa importante me lo fece capire tutti quei clienti che pazientemente aspettavano il loro turno. Alla fine mi sentivo una specie di segretaria di ufficio. 20 anni fa cazzo, l’abbonamento costava un milione l’anno e dava diritto ad un collegamento urbano, un modem 14,4 che nessuno venne mai a riprendersi gli anni successivi, cinque caselle email e un mondo allora dominato solo da pochi siti quasi tutti in inglese e un corso html per imparare a fare siti internet. Ci andammo io e un mio collega e ci divertimmo un sacco a fare il sito dell’Hotel – archeologia informatica se ci penso. Ma a quei tempi ci fruttò un sacco di lavoro oltreoceano. Il problema fu che il tizio che ci affittò linee e modem aveva solo una decina di abbonamneti telefonici e se ti capitava di collegarti per undicesimo trovavi occupato e poi la linea era quella che era ai tempi: lentissima e ballerina. L’ADSL arrivò solo sei o sette anni dopo. Ma per me era una cosa bellissima. I miei colleghi che allora mi prendevano per scema perchè passavo molto tempo a cercare di cappire quel mondo nuovo oggi sono tutti su facebook tanto per

Buon compleanno World Wide Web