Grandi attese (o speranze)

17 Mag

Che poi mi fa pensare a Dickens….

Mia mamma mi ha raccontato di una sua amica che ha dovuto richiedere al giudice un’ordinanza per vietare al figlio di andare a casa dei suoi a chiedere soldi in continuazione. Cosa tristissima a pensarci. Questa signora appartiene a quella categoria di persone supervincenti e supercompetitive che dalla vita sembravano avere avuto tutto; medico lei e supermanager il marito, un sacco di soldi due figli maschi un sacco di soldi spesi per farli studiare sino ad arrivare a comprare una appartamentino a Milano per far studiare il primogenito alla Bocconi e un appartamentino a Roma per far fare la Luiss al secondogenito, Modelli di vita da Sole24ore insomma. Morale della favola. il secondogenito si è subito tolto dalla competizione e ha incominciato a darsi alla droga a incominciare da quelle leggere per poi passare alla cocaina e eroina ed è finito da Muccioli a disintossicarsi e dopo un tot di anni di entra e esci dalla Comunità terapeutica sta benino, lavoricchia, ma è tampinato a vista da mamma e papà che manco la digos. Ma quello del provvedimento restrittivo è il primogenito bocconiano che dopo un bel po’ di anni si è scoperto che di esami ne aveva dati pochini e che a Milano i soldi di mammà li utilizzava per altro. Insomma tornato a casa non si è mai laureato e si è lanciato nelle attività pseudo-imprenditoriali più disastrose che tanto se non andava bene ci pensavano i genitori a tamponare le perdite. Dopo un po’ di anni, paga qui e paga là, mamma e papà hanno chiuso i cordoni dela borsa e messo l’alt. Lui, approfittando di una assenza dei genitori, ha saccheggiato casa e non contento ha anche  aggredito i suoi. Amica di mamma disperata e piangente e vi assicuro che fa impressione vedere una persona  che prima era in cima al mondo in questo stato e tu che non sai che cavolo dire.

Cari genitori, mai caricare i figli di troppe attese o proiettare su di loro il proprio modello di  vita. Se non volete correre il rischio di rovinarli o farne dei nevrotici schizoidi nella migliore delle ipotesi

Elisa

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Una Risposta to “Grandi attese (o speranze)”

  1. Shunrei 17 maggio 2013 a 9:11 pm #

    Sono dell’idea che molto del (de)merito di questi risultati sia arrivato dalla consapevolezza, per entrambi i figli, che tanto c’era sempre qualcuno a parargli il didietro.
    Poi per il fatto di aver sprecato le opportunità che avevano per le mani, non so se semplicemente non si siano resi conto della “fortuna” che avevano rispetto alla maggior parte dei coetanei (dandola per scontata), oppure se in qualche misura l’abbiano dilapidata “apposta” (magari inconsapevolmente) perchè i panni che gli eran stati tagliati addosso dai genitori gli stavan stretti…

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