Archivio | giugno, 2013

ci risiamo

23 Giu

Quando si dice corsi e ricorsi continui

Come un copione scritto e riscritto: Il Super dirigente viene trasferito in concomitanza del fine semestre, bisogna fare il passaggio di consegne con il Nuovo Dirigente. Questo vuol dire verifiche contabili, bilancio di periodo e quadrature di cassa fatte in tempo zero con blocco dei pagamenti per almeno due settimane e utenti incazzati da tenere buoni. Tutti a pancia bassa a lavorare. CapoUfficio isterica a mille che sbraita che manco fosse tarantolata…..eeeeehhh….. Il suo collega al quale spetterebbe il grosso del lavoro (e la responsabilità di firmarlo) si mette in ferie per tre settimane. La capo ufficio sarà ancora più isterica e ma non dirà nulla.
E il Dirigente firmerà le ferie.
Figuriamoci se si prenderà il mal di pancia di prendere qualche decisione. Ma che li si paga a fare?
Scintille in vista
Unica nota posiiva: per la prima volta nella mia regione il nuovo Super Dirigente sarà una donna e pare anche carina.
Elisa

infinita presunzione

14 Giu

Oggi si è dimesso il Giudice Ingroia e ha fondato il millesimo partitino tanto per disorientare ancora di più un già sperso (e incazzato) elettorato, stufo di leaderucoli che non hanno nulla da offrire di nuovo sotto il sole. Io non amo Grillo, ma in confronto a Ingroia c’è un abisso. Almeno Grillo si è speso di prima persona e in maniera più diretta e partecipe per il suo Movimento. Ingroia mi fa troppo pensare alla caricatura che ne faceva Crozza in campagna eletorale. Ora, caro Ingroia, sei stato un magistrato, un bravo magistrato antimafia e per molte tue battaglie contro la mafia di cui leggevo sui giornali o sentivo alla televisione ti ho anche apprezzato, perchè fare il magistrato in terra di mafia non deve essere per niente facile ed è anche molto rischioso. Credo che tu conosca le leggi e i regolamenti come l’alfabeto e le tabelline e mi sembra strano che quando ti sei candidato non sapessi che, qualora non fossi stato eletto, non avresti potuto più riprendere servizio dove eri in lista. Ora delle due cose una:
1) o non ti eri informato bene e sei stato leggero nelle tue scelte e valutazioni.
2) o eri straconvinto di farcela.
Avresti dovuto valutare che il Movimento Cinque Stelle ha sparigliato le carte a tutti ma soprattutto nei confronti di quei partiti che raccoglievano i voti di sinistra, area dove ti eri collocato anche tu con Scelta Civica. Potevi non candidarti in qualche altro collegio, tipo l’Emilia Romagna o la Lombardia e non solo in Valle d’Aosta.
Comunque, come ha detto il Procuratore di Aosta, di mafia ce ne è tanta anche al Nord, ahimè!
E ora hai dato le dimissioni per non dover andare ad Aosta? o per non doverti sorbire le battutine, non sempre amichevoli, dei colleghi magistrati?
Infine il CSM ha fatto trovare lungo il cammino a gente come Falcone che prima di diventare Procuratore a Palermo si è fatto la sua gavetta in giro, ma mica ha fatto tutte queste storie!!!
Comunque Buon Lavoro
Elisa

Sindaco di Roma

10 Giu

Contentissima che si sia levato dalle scatole il Sindaco Alemanno, che solo il fatto che ad essere sindaco era uno che aveva come moglie la figlia di Rauti, tanto per dire, mi era venuta l’orticaria. Ma non dimentichiamoci che cinque anni fa il Centro-Destra lo avevano candidato ma non pensavano di vincere, dopo dieci anni di supersindaco Veltroni.
Noi Sabaudi dobbiamo anche a Veltroni, ad esempio, se la Reggia di Venaria è decollata e ha avuto i finanziamenti Europei per il recupero di quello che era un rudere, bellissimo elegantissimo tutto quello che vuoi, ma un rudere che, se fosse dipeso dal Comune di Venaria di un tempo, manco esisterebbe più. Beh tanto cervello unito a tanti altri cervelli del PD che ti pensano? ricandidiamo Il predecessore di Veltroni, il bonaccione Rutelli, anche lui se l’era cavata egregiamente come Sindaco della Capitale, era stato in gamba. Si ma si era anche montato la testa e non lo si sopportava più, anzi “i romani” non lo sopportavano più e poi a stento sopportano la differenziata nei rifiuti -me la ricordo la signora che lanciava il sacchetto della spazzatura dal balcone al primo mal capitato, per non dover uscire – e figurati se accettavano di riciclare il sindaco. E infatti lo hanno incenerito col voto. Così arrivò Alemanno. Mi ricordo lo scoramento di mio fratello e cognata davanti alla tele. Il PD avrebbe dovuto imparare, in quell’occasione, che i giochini di partito oggi come oggi non piacciono più e che l’elettore ti punisce ma il PD, si sa, è di memoria corta: ripetè l’errore più e più volte – Milano con Pisapia, ad esempio, ma almeno Pisapia è di sinistra e poi a Napoli, a Palermo, ecc…. sino alle cronache di Bersani e delle ultime elezioni Politiche…..
Marino a me piace, anche se penso avrebbe potuto dare di più in Parlamento.
Buon lavoro Sindaco.
A proposito, passi sotto casa di mio fratello che in quanto a pulizia e dissesto del manto stradale si è messi male 🙂
Elisa

Radici

4 Giu

La mia famiglia. madre e padre, è piemontesissima nel senso che generazioni di avi sono nati tra il Canavese, Biellese e Torinese. Io sono nata e cresciuta in Abruzzo per quella serie di combinazioni  di lavoro, eventi e altro che hanno portato i miei genitori a vivere per più di trent’anni a Pescara. Ma poi, alla morte di mio padre, io e mamma abbiamo fatto il percorso al contrario per poi renderci conto, sulla nostra pelle, che tutta la “nostalgia per le natie terre” non sempre paga. Un giorno, ero a Trieste, e stavo passeggiando vicino al Museo del Mare e un tizio mi si avvicinò e mi chiese da dove venivo io risposi Torino e lui mi guardò perprlesso, non ho un accento nordico e lo capivo, e poi specificai che ero nata e cresciuta a Pescara e lui: “chi nasce con i piedi bagnati nell’acqua si riconosce sempre”. Ci risi sopra.

Due settimane fa un amico e collega di mio padre telefonò a mamma per dirle che avevano deciso di dedicare un Pino di Aleppo che sarebbe stato piantumato il 2 giugno in un parco pubblico vicino a dove abitavamo, un parco che tutta la famiglia (mamma, papà, io e fratello) avevamo contrinbuito insieme a ennemila altre persone a strappare alla solita lottizzazione selvaggia approfittando di una legge che restò in vigore si e no sei mesi ma che permise al Comune di vincolare e comprare l’area per un prezzo bassissimo dal proprietario (vi ricordate la Legge Bucalossi?) e il parco divenne di tutti.  Intanto ho scoperto che il Pino di Aleppo era molto diffuso lungo la costa del pescarese, per poi scomparire.

Comunque è stata una bellissima cerimonia alla quale hanno partecipato tutti i colleghi di allora di mio padre e di mia madre un po’ ingrigiti, ma sempre loro e poi alla lettura delle motivazioni e alla posa della targhetta mi è preso un magone per i ricordi di quando ero bambina e andavo al mare attraversando il parco.

Forse in quel parco ci sono rimaste ancora un po’ delle mie radici. Visto mai? 🙂

Elisa