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s-freccia, ma non il locale….

30 Dic

Mio cugino è un frequent flyer insomma usa molto l’aereo per lavoro e ogni tanto gli scappa un volo in omaggio per qualche destinazione a scelta e allora lui e mia cugina partono per un viaggetto a due….
Io, causa fratello e nipotanza a Roma, sono una “frequent train” (si dice così?): con una frequenza di ogni due o tre mesi acchiappo il frecciarossa e vado da sola o con mamma a trovare i famigli e, di viaggio in viaggio, accumulo punti e ho scoperto che la prossima volta ci scappa un biglietto aggratise…. Meglio di un pugno in bocca. Non so se avete mai prenotato il frecciarossa on line, ma la prima soluzione che vi propone è sempre la più economica e a volte ci scappa che la seconda classe (che ora chiamano “standard”, e non ho capito come mai seconda non vada bene) non ha più offerte disponibili, mentre la prima (o premium, business, executive con opzione “carrozza del silenzio”) ha ancora delle promozioni aperte e insomma, a farvela breve, potete viaggiare comodamente in business e pagare meno della seconda a prezzo pieno. Come mi è capitato ieri sera. Anche questa volta non sono riuscita ad andare a trovare la mia amica di blog ma in quattro giorni compreso il viaggio, mi era praticamente impossibile programmarlo, spero che la diretta interessata mi scuserà 😦
Comunque in business c’è un gentile addetto che ti porta bevanda-snack- e il quotidiano. In realta, da buona torinese, avevo comnprato già La Stampa, e stavo sfogliando il giornale quando mi è cascato l’occhio su di un articolo che in sintesi spiegava come il buon Amministratore Delegato Moretti insieme alla sua dirigenza abbiano cannato le previsioni sull’andamento del traffico pendolari. Hanno comprato un tot di treni ad Alta Capienza per linee tipo la Torino-Milano spendendo un tot di milioni di Euro grazie a cospicui finanziamenti pubblici da parte delle Regioni, investendo, contemporaneamente, l’impossibile sull’Alta Velocità e le varie Freccie Rosse-Argentp-Bianche. Morale della favola, si sono fatti concorrenza da soli, altro che Italo! Sulla linea Torino-Milanom ad esempio, molti pendolari (10-15% circa del totale) si sono fatti due conti e hanno deciso che tre quarti d’ora contro quasi due ore e il maggiore confort, valgono il maggior prezzo rispetto al viaggiare sull’interegionale, per quanto nuovo e a maggiorcapienza di posti a sedere. Le Regioni sono incazzate nere perchè gli stessi soldi avrebbero potuto spenderli, sempre rimanendo in ambito piemontese, ad esempio per la Torino-Ventimiglia in odor di essere soppressa…Tanto per dire!
Queste scelte sbagliate, che poi non ci andava un genio a pensarci, fanno così che in alcune linee viaggino interregionali semivuoti e con più posti a sedere di quelli che servirebbero e su altre linee, vedi la Torino-Chivasso-Aosta. si continua a viaggiare su delle carrette sporche e, nelle ore di punta, schiacciati come delle sardine. la differenza tra le comode poltrone dell’Altavelocità e il carrobestiame dei treni locali è a dir poco abissale. Forse programmare meglio e ripensare anche la TAV?
Elisa