ho le mie storie

6 Feb

Oggi al bar due operai di una ditta di manutenzione pranzano al tavolo accanto al mio al baretto sotto l’ufficio. Stanno parlando dei loro figli e di come non li rispettino e loro non riescano a farsi ad obbedire.
“il mio quando gli dico di fare una cosa mi manda a fanculo”
“il mio gli dico perchè non studi e mi dice di farmi i cazzi miei, e se gli rispondo che le tasse e i libri che ti pago sono cazzi miei, lui mi manda a stendere ed esce di casa sbattendo la porta!”
Poi il gemitore accanto a me si sfoga: “mi ha chiamato la scuola per dirmi che mio figlio fa troppe assenze, che rischia la bocciatura se non la smette di non presentarsi a lezione e se non studia, io ci provo a essere severo ma mia moglie guai se urli, figurarsi un ceffone, devi parlarci e convincerlo…. Si, come no. tanto lui fa quello che vuole. Comunque torno a casa lo becco e gli dico delle assenze e che cazzo fai tutto il giorno in giro invece di andare a scuola!!!!
E lui tranquillamente dice “non sono cazzi tuoi, ho le mie storie!” Sono uscito a fumare fuori sennò gli tiravo due sberle.
A parte che io altro che due sberle gli avrei tirato, ma se avessi risposto così ai miei tempi della scuola a mamma o papà mi avrebbero fatto girare la testa come una trottola a ceffoni!!!
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Elisa

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4 Risposte to “ho le mie storie”

  1. sherazade 6 febbraio 2014 a 11:21 pm #

    Eli,
    il punto è che mi pare che i due genitori non si esprimessero molto pulitamente.
    A casa nostra non volavano ‘cazzi’ ed ancora oggi il rispetto del linguaggio è regola comune indipendentemente dall’età.
    Ma poi chiudiamo il discorso e guardiamo l’esempio che cmq danno quei trivialoni che siedono e ci rappresentano in Parlamento.
    Credo sia difficile spiegare ai nostri figli in cosa noi, comuni mortali, dovremmo essere diversi e perchè-

    sherabuonanotteoggiedomaniforsesooole 😉

    • sportelloutenti 13 febbraio 2014 a 5:15 pm #

      Le parolacce in generale non sono un buon esempio da dare, ma è anche vero che conosco persone che in famiglia le usamo tipo intercalarare, ma hanno figli che sono da manuale in quanto a serietà, studio, impegno e non si sognerebbero mai di mancare di rispetto ai loro genitori- E’ una questione di valori che trasmetti e di contenuti più che di forma
      Elisa

  2. Shunrei 7 febbraio 2014 a 10:17 am #

    E’ che in un certo senso siamo passati da un’esagerazione all’altra.

    Qualche generazione fa (ma mica tante, perchè già quando ero piccola io robe così non si sentivano o si sentivano molto molto raramente) forse l’educazione era troppo rigida, certe punizioni erano più traumatiche che istruttive, la distanza tra genitori e figli era effettivamente troppa (se non ricordo male quel che mi raccontava mio padre, mia nonna ha sempre dato del “voi” a suo padre, mio bisnonno).
    Ne uscivano individui probabilmente con qualche trauma represso o qualche inibizione, non discuto. Ma non mi pare fossero tutti psicopatici… anzi. Il rispetto e l’educazione erano molto più radicati.

    Adesso invece, il ribaltone: “ma mia moglie guai se urli, figurarsi un ceffone, devi parlarci e convincerlo”… e si vede il risultato. Aggiungici appunto gli esempi che propongono i media (i parlamentari citati da Sherazade son solo la punta ladrona dell’iceberg, basta accendere la TV e guardare un qualsiasi “talk show” o reality. Se si ha il fegato di farlo, ovvio), frittata fatta.

    Il punto è che non siam stati capaci di fermarci “a mezza strada”, che sarebbe stata la soluzione migliore. Siamo sinceri: a me di sculacciate ne sono arrivate poche da mia madre e rarissime da mio padre (tant’è che direi che le sue me le ricordo tutte)… ma son servite. Ora se ti attenti a dare un buffetto al pargolo in pubblico, sei già lì che ti aspetti che qualcuno chiami i servizi sociali.

    Giusto per: qualche settimana fa avevamo tentato di far la spesa, ma l’Aquilina s’era prodotta in capricci degni di Oscar e abbiamo dovuto abbandonare il supermercato con solo metà lista spuntata… mentre uscivamo, sono sbottata: “Guarda che ti va di lusso! Se 30 anni fa avessi fatto io quello che hai fatto tu stamattina, a quest’ora un paio di scapaccioni non me li aveva levati nessuno!”. Un signore sulla cinquantina che ci passava accanto e m’ha sentita, ha sorriso.
    Si stava meglio quando si stava peggio…

    • sportelloutenti 13 febbraio 2014 a 5:19 pm #

      Hai ragione, i miei non mi hanno mai picchiata ma qualche ceffone me lo sono preso anche in pubblico e ci stava tutto! E io piangevo in silenzio perchè sapevo perfettamente di meritarmelo o perchè se me lo ero preso qualcosa che non andava avevo fatto e dell’autorevolezza più che della autorità dei miei non avevo alcun dubbio

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