Archivio | 4:25 PM

Frida

9 Lug

Mia mamma aveva una amica che si chiamava così e mi ricordo che sin da bambina questo nome mi incuriosiva e mi sembrava strano. Era una tipa particolare che vestiva con abiti molto colorati e stile etnico ed aveva una massa enorme di capelli rossi. Una bella donna con un carattere insopportabile, almeno agli occhi di una ragazzina, di quelle permalose e litigiose che ce l’avevano con il mondo intero. Anni fa mi capitò (mi sembra a Milano ma non vorrei dire una cavolata) di andare a visitare una mostra sempre con mamma e un’altra sua amica sull’arte e la storia messicana dei primi del novecento. Ci aveva portati questa amica a visitarla in quanto era una parente alla lontana di Tina Modotti, fotografa-attrice-politica italiana con una vita da affascinare qualsiasi persona con un minimo di senso dell’avventura. In quella occasione vidi anche per la prima volta i quadri di Frida Kahlo e un po’ complice il ricordo di quella signora dai capelli rossi e un po’ anche quei terribili quadri che la rappresentavano, mi rimase impressa. Poi ci fu un’altra mostra una decina di anni fa a Roma, antologica su di lei e la sua drammatica storia: l’infanzia in una famiglia culturalmente aperta, il tragico incidente in tram, l’incontro con il sommo pittore Rivera che diverrà suo marito, il loro viaggio in America (e la storia del murales commissionato per il Rockfeller Center dove l’artista piazzò Lenin nel tempio del capitalismo) e questi autoritratti di donna sofferente che erano un pugno nello stomaco, che comunicavano dolore ma anche forza. Nella mostra di questi giorni alle Scuderie del Quirinale (da vedere) è ben delineato il percorso pittorico (era totalmente autodidatta) e personale di Frida Kahlo, il rapporto con suo marito Rivera, il legame con le vicende politiche dei suoi anni, l’amicizia con Trotzsky che si rifugiò in Messico per sfuggire alla persecuzione staliniana (ma fu ucciso in un agguato nel 1940)
Considerato che di pittura ne capisco una cippalippa e che un quadro mi piace se mi colpisce….bhe, con i quadri di Frida Kahlo è come ricevere un tot di cazzotti a raffica….
Difficilmente si dimenticano
Fosse la stessa cosa anche per la Storia
Elisa