Archivio | agosto, 2014

Buseconomy: però la cassaintegrazione!!!

31 Ago

I pullman che prendo quasi tutti i Venerdì per venire da mammà (sono una brava ragazza sapppiatelo 😉 )sono di due tipologie a seconda dell’orario e del periodo dell’anno.
C’è quello impiegatizio-studentesco che parte dalla stazione e che in un’ora porta a casa, frequentato da pendolari che lavorano in banca (per la maggior parte) o da studenti universitari che tornano a casa per il weekend von valigie immagino cariche di bucati da fare.
Il secondo tipo è operaio e passa davanti al mio ufficio ubicato in zona “in culo ai lupi-vista ciminiere” e si ferma davanti a tutti i cancelli della Fabbrica che “fece l’Italia ma che ora fa gli interessi finanziari dei suoi proprietari/manager speculando e operando sui mercati esteri” e fino a qualche mese fa salivano solo una decina al massimo di operai, rimasugli dei vari tagli e frattaglie di personale. Da un po’ di mesi il pullman ha cambiato percorso e passa davanti ad uno stabilimento dove si produce una Signora macchina, di quelle che costano come un minappartamento in zona residenziale, stabilimento che ha richiamato al lavoro operai che erano in cassa da un tot di tempo (tipo cinque/sei anni mica capperi). La fabbrica ha anche subito vicende poco pulite, passando fra le mani di gente che ha cercato solo di fare il colpo “speculativo”: la prendo a spese zero (paga la banca) arraffo i contributi dello stato per riconversione/formazione/mobilità e scappo col bottino con la scusa “ci ho provato ma non ci sono riuscito, colpa delle banche dracula e dello stato che non mantiene le promesse” Nel frattempo sono spariti qualche decina di milioni di euro nostri e le speranze di qualche centinaia di operai menati per il naso per l’ennesima volta! Simpatici vero sti salvatori della patria o “capitani coraggiosi”?
Vabbè, comunque l’azienda è ripartita e ha richiamato al lavoro un po’ di operai e operaie. Due di queste, diciamo più vicine alla pensione, erano sedute davanti a me e devono aver ripreso da poco perchè le sentivo dire: “certo si sta male in cassa, pochi soldi, però mi ero abituata, come essere in pensione, la spesa al mercato, cucinare, guardare i nipoti, senza problemi di orari”….
ribatte l’altra: “hai ragione, mi svegliavo presto lo stesso per preparare la colazione e svegliare marito e figli, però che bello poi rimetterti un po’ a letto, prendertela con calma, preprarare il pranzo, adesso finito tutto”….
Non si è mai contenti di quello che si ha? 😮
Elisa

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Ad Agosto non si lavora?!

25 Ago

Tra le leggende che si tramandano di bocca in bocca c’è quella che fare le ferie a Settembre, oltre a essere conveniente per il portafoglio, sarebbe conveniente per la quantità del lavoro: vedrai in ufficio non c’è nessuno, i dirigenti tutti al mare, e avrai tempo di mettere in ordine nell’armadio e portare in archivio tutti i bustoni accumulati durante l’anno.
Chi ha mai formulato sta cazzata???? Probabilmente uno che ad Agosto sta in panciolle a prendere il sole fisso tutti gli anni.
Solo un anno sono riuscita (strano ma vero) a fare le ferie ad Agosto, per strane convergente astrali, altrimenti vale il concorso astrale dei seguenti elementi:
non sposata e senza marito in ferie da agosto -senza figli che rientrano a scuola- ultima arrivata.
Comnunque io ad Agosto ho sempre passato il mese più stressante dell’anno: sei sola o giù di lì, i colleghi ti mollano anche il loro lavoro di routine e ti riversano tutte quelle pratiche che hanno lasciato in sospeso per undici mesi perchè rognose, non chiare, non sanno dove e come risolverle, e sperano che in contabilità (il mio uffico) o non si accorgamo che sono incomplete e le mandino avanti lo stesso, oppure rinuncino a chiedere integrazioni in base al pensiero -la o il collega è in ferie, dovrei aspettare settembre, ma poi vado in ferie io, e l’utente deve aspettare troppo i suoi soldi, ok pago lo stesso-
Ma sicuramente un ufficio non resta mai sguarnito del tutto, un collega o una collega sfigato/a che è ad agosto in ufficio come me ci deve essere e la sottoscritta alza la cornetta del telefono e/o scrive una email al mondo intero fino a quando qualcuno si degna di rispondere e spedirmi il documento o il dettaglio che manca. Se protestano dico di prendersela con il collega in panciolle.
E di riffa o raffa il pagamento procede.
Insomma sappiate che sono scassapalle a mille
E sono orgoliosa di esserlo
Comunque io a settembre vado in ferie
Elisa

La collega del piano di sopra

21 Ago

E’ una bella ragazza, molto riservata, simpatica ma di poche parole, forse per timidezza. Di solito non si va più in là di un ciao, come va, ecc… Non siamo nello stesso ufficio e quindi raramente interagiamo per ragioni di lavoro. Oggi passa davanti alla porta del mio ufficio e mi fa: “posso venire a pranzo con te? Sono sola e non ho portato nulla!” e io “Ma certo, ci mancherebbe”
Insomma all’una si parte verso il self service vicino all’ufficio, ci si riempe il vassoio e si attacca a parlare. Non sappiamo nulla l’una dell’altra e un po’ di curiosità reciproca ci sta tutta.
Che sia di origine napoletana lo avevo intuito perchè l’accento non mente. Io le racconto che sono nata e cresciuta in Abruzzo anche se da genitori piemontesi e allora si verifica il seguente scambio di battute:
Collega “Abruzzo, bello i miei hanno un alloggio in un paesino di montagna sull’altopiano delle cinquemiglia”
Io: “ma dai, anche io quando ero piccola ci andavo sempre e avevamo casa anche noi in un residence “pincopallo”
Collega “Pensa un po’! Dove abbiamo casa, quale scala io la seconda!”
Io: anche io la seconda e secondo piano”
Collega: Ma daiiiiiii!!!! Anche io il secondo piano”
Morale: la collega che conosco appena, che vedo tutti i giorni, che saluto alla macchinetta del caffà, ha giocato da bambina con me nel giardinetto del residence di montagna, o a carte, o a “Barbie la Reginetta del Ballo” e non lo sapevamo!!!!!

Morale: piccolo il mondo, direi!!!!! Ho ritrovato una amichetta 🙂
Elisa

Anna

11 Ago

In questi giorni mi è capitata fra le mani la pratica di una Signora che si chiama esattamente come la mia madrina, mancata qualche anno fa prematuramente per un tumore.
Quando ero piccola lei e mamma erano praticamente inseparabili, uscivano con la stessa comitiva di amici, abitavano a due isolati di distanza, un giorno lei a pranzo a casa nostra e poi noi dai lei. Io ero spesso a casa sua e mi piaceva quella abitazione da donna single molto elegante e con cose di buon gusto. Solo crescendo tante cose mi divennero chiare.
Anna era una bella donna, romagnola, estroversa, non sposata, che non si faceva troppo cura di andare a letto con chi volesse senza stare a guardare se soosato e con figli e siccome mio padre era il suo capo, quella di mia mamma più che una amicizia era un tallonamento a vista, un marcare il territorio. Un “qui ragazza zona vietata” secondo la logica del “il nemico se non puoi sconfiggerlo, fattelo amico”. Non ho mai capito se la tattica sia servita, ma presumo di si, perchè mia mamma non ce la vedo a fare la parte della brava mogliettina che sopporta tradimenti in nome della Famiglia.

Prova di questa mia teoria è che, appena Anna si trasferì in un’altra città, i legami si diradarono e io non copivo come mai prima i miei stavano sempre con lei e poi….si e no.. un paio di volta all’anno o giù di li, che poi la distanza non era così insormontabile.

Successe che Anna si innamorò sul serio di un collega, ricambiata, ma questi aveva moglie e figli e per potersi vedere con maggiuore tranquillità, e senza consorte tra le palle, con la scusa di un avanzamento di carriera, chiese il trasferimento e Annna lo seguì.
Le due relazioni andarono avanti per un po’ in parallelo, e poi alla fine il fedifrago lasciò la consorte (o molto più probabilmente, la Signora si accorse dei tradimenti e lo sbattè fuori di casa) e si accasò da Anna. E qui incominciarono i guai, perchè una donna single che per 40 anni è vissuta da sola facendo quel che cavolo voleva. a fare la pseudo-mogliettina “cucino-lavo-stiro” non ci si trova più.
Incominciarono i litigi e le incomprensioni…e i due si lasciarono.
Poi Anna si ammalò gravemente, fu ricoverata in ospedale e non avendo parenti prossimi, a parte due genitori anziani, furono mamma e papà ad aiutarla, ad andarla a trovare in ospedale e starle vicino nella convalescenza. l’Ex non andò mai a trovarla, mia mamma gli disse tutto quello che pensava di lui e saltò fuori che lo stesso trattamento riservato alla moglie, toccò alla amante: da un po’ di tempo si era trovata una nuova amichetta più giovane e carina….
Così dopo gli anni della mia infanzia fatta di passeggiate e giochi con la mia madrina e un vuoto temporale per me indefinito, ho un successivo ricordo di una comune militanza politica e “di genere” che portò nuovamente a essere amiche e a stare insieme mia madre e Anna.
Stavolta unite contro uno stesso nemico: uomo stronzo e maschilista
Ciao Anna

bus economy: madre e figlia

2 Ago

Stesso pullman settimanale, altra fermata perchè ad agosto ci sono le FERIE! Quali poi, che le grosse aziende sono tutte chiuse o in crisi, gli operai in cassa e le ferie manco sanno più cosa siano. Quelli che le fanno, le decide la ditta in conincidenza con crisi di liquidità varie.
Comunque, madre e figlia le conosco di vista e si lamentano della CRISI. La madre, signora benestante moglie di un piccolo impresario edile reduce da anni in cui costruivi e subito vendevi, grazie a stipendi fissi e mutui facili, si stava lamentando che “non si riesce a incassare una annata intera di affitto” gli inquilini ti pagano i primi tre o quattro mesi e poi basta, e inizia la trafila delle “lettere dell’avvocato-ingiunzione del tribunale-sfratto” e poi “i negozi sono i peggiori, perchè dichiarano fallimento e non recuperi manco le spese dell’avvocato”
La figlia invece è stata prima dipendente amministrativa di una compagnia telefonica di quelle che ci bombardano di offerte e pubblicità, poi passata al call center otto ore, poi part-time, poi esternalizzata con altre centinaia di colleghi: ossia ceduta in appalto ad una terza azienda che le pagava lo stipendio un mese si e sei no….. Finita? Fallita la ditta!
Adesso lavora tre giorna alla settimana per una cooperativa cattolica in Torino (?) per gestire un call center di un ufficio pubblico e a fine anno le scade il contratto e tanti saluti
80 km andata e ritorno per 300-350 euro a mese!
Detto tutto?
A dimenticavo: la ragazza è invalida a causa di un grave incidente e ha gravi problemi di salute
Ma dice “io mi attacco a tutto per fare una vita normale” (e penso anche stare lontana da mammà)
Darle torto? Ma è normalità questa?
Elisa