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Anna

11 Ago

In questi giorni mi è capitata fra le mani la pratica di una Signora che si chiama esattamente come la mia madrina, mancata qualche anno fa prematuramente per un tumore.
Quando ero piccola lei e mamma erano praticamente inseparabili, uscivano con la stessa comitiva di amici, abitavano a due isolati di distanza, un giorno lei a pranzo a casa nostra e poi noi dai lei. Io ero spesso a casa sua e mi piaceva quella abitazione da donna single molto elegante e con cose di buon gusto. Solo crescendo tante cose mi divennero chiare.
Anna era una bella donna, romagnola, estroversa, non sposata, che non si faceva troppo cura di andare a letto con chi volesse senza stare a guardare se soosato e con figli e siccome mio padre era il suo capo, quella di mia mamma più che una amicizia era un tallonamento a vista, un marcare il territorio. Un “qui ragazza zona vietata” secondo la logica del “il nemico se non puoi sconfiggerlo, fattelo amico”. Non ho mai capito se la tattica sia servita, ma presumo di si, perchè mia mamma non ce la vedo a fare la parte della brava mogliettina che sopporta tradimenti in nome della Famiglia.

Prova di questa mia teoria è che, appena Anna si trasferì in un’altra città, i legami si diradarono e io non copivo come mai prima i miei stavano sempre con lei e poi….si e no.. un paio di volta all’anno o giù di li, che poi la distanza non era così insormontabile.

Successe che Anna si innamorò sul serio di un collega, ricambiata, ma questi aveva moglie e figli e per potersi vedere con maggiuore tranquillità, e senza consorte tra le palle, con la scusa di un avanzamento di carriera, chiese il trasferimento e Annna lo seguì.
Le due relazioni andarono avanti per un po’ in parallelo, e poi alla fine il fedifrago lasciò la consorte (o molto più probabilmente, la Signora si accorse dei tradimenti e lo sbattè fuori di casa) e si accasò da Anna. E qui incominciarono i guai, perchè una donna single che per 40 anni è vissuta da sola facendo quel che cavolo voleva. a fare la pseudo-mogliettina “cucino-lavo-stiro” non ci si trova più.
Incominciarono i litigi e le incomprensioni…e i due si lasciarono.
Poi Anna si ammalò gravemente, fu ricoverata in ospedale e non avendo parenti prossimi, a parte due genitori anziani, furono mamma e papà ad aiutarla, ad andarla a trovare in ospedale e starle vicino nella convalescenza. l’Ex non andò mai a trovarla, mia mamma gli disse tutto quello che pensava di lui e saltò fuori che lo stesso trattamento riservato alla moglie, toccò alla amante: da un po’ di tempo si era trovata una nuova amichetta più giovane e carina….
Così dopo gli anni della mia infanzia fatta di passeggiate e giochi con la mia madrina e un vuoto temporale per me indefinito, ho un successivo ricordo di una comune militanza politica e “di genere” che portò nuovamente a essere amiche e a stare insieme mia madre e Anna.
Stavolta unite contro uno stesso nemico: uomo stronzo e maschilista
Ciao Anna