Archivio | ottobre, 2014

Ciao Elena

23 Ott

Tempo fa alla televisione vidi un film francese che mi sconvolse, perchè i francesi quando ci si mettono sanno fare film di una crudezza da paura. Non mi ricordo il titolo, nè l’attrice (devo intortarmi su google e cercare) ma il tema era a dir poco “scandaloso”: la storia di una madre che odiava la figlia, una bimba piccolina. Non le aveva fatto nulla di male la piccola, semplicemente esisteva, le aveva sconvolto la vita, le abitudini e non la sopportava. Non era stata una gravidanza indesiderata, anzi! Quella figlia la madre l’aveva voluta e cercata. Ma poi la realtà è altra cosa da quello che ci rappresentiamo. La famiglia non accetta questa cosa e la madre finisce malamente in cura da psichiatri e sotto piscofarmaci e stigmatizzata dalla società. Mi chiedevo: piuttosto che finire così, non è meglio salutare e “arrivederci, ma anche no”?
Questo pensavo quando zappingando alla tele capitavo davanti ad un programma tipo “Chi l’ha visto” o altri che cercavano la Signora ELena Ceste “madre di quattro figli, moglie esemplare, tutta casa e chiesa” sparita nel nulla. Lasciando perdere alcune facili e spontanee, almeno da parte mia, considerazioni sul marito che proprio non “sarebbe il mio tipo” a dirla gentilmente, l’aspetto che potresti pensarci un attimo prima di mettere al mondo quattro pargoli, e soprattutto che esisterebbe sempre il divorzio, sorgeva spontaneo in me il desiderio che la signora avesse preso e fosse scappata via. Magari! Si potrebbe dare torto ad una donna se fosse un pochetto stufa di vivere in un paesino lontano dal mondo, in mezzo alla nebbia, unico diversivo andare a messa la domenica, e come occupazione prendersi cura di quattro pargoli piccoli, un marito noiosetto, le galline e l’orto?
Non ci indovino mai, alla fine la si trova (quando la si trova) cadavere da qualche parte. Uccisa o suicida, al 90% uccisa. E i sogni vanno a farsi friggere. Forse anche in questo caso un femminicidio in famiglia (non si sa ancora) dove per mesi la televisione ci ha ricamato sopra.
Mi spiace per te ELena, riposa in pace, e mi auguro tu abbia giustizia.
Non posso pregare per te perchè io in Chiesa non ci vado, ma un pensiero dedicartelo.
Elisa

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Tu sprechi più di me “pappapperopappapà”

18 Ott

Non avrei mai pensato che il nostro Primo Ministro (che del resto – ammetto la colpevolezza – ho votato) utilizzasse il sistema del “pappappapperopappapà” per giustificare le sue misure economiche a favore delle imprese. Si taglia il costo del lavoro a carico delle imprese tagliando l’IRAP, imposta regionale sulle attività produttive, che prescinde dal fatturato delle imprese in quanto nel calcolo non si può detrarre il costo del lavoro, la voce più consistente per le maggior parte delle imprese, ed imposta che entra paro-paro nelle casse delle Regioni e che servono a finanziare alcune cosette di poco conto come, ad esempio, la Spesa Sanitari e l’assistenza agli anziani o ai non autosufficienti. Secondo la teoria di Renzi le cose stanno così “care Regioni, lamentantevi di meno e imparate a non sprecare”, discorso che non farebbe una grinza se fosse effettuato da un Organo, Governo e Ministri, esempio di Buona Amministrazione senza macchia e senza paura. Ma diciamolo, che in questo caso il classico “chi è senza peccato scagli la prima pietra” dovrebbe essere applicato. E’ vero che nelle Regioni si è visto di tutto (vi ricordate un certo Signor Formigoni?) e di sprechi e scempi con i soldi pubblici ne sono stati fatti e non parlo solo dei rimborsi facili a Consiglieri e Assessori (che sono spiccioli in confronto) ma soprattutto di tangenti prese in cambio di appalti, convenzioni, contratti assegnati ad amici degli amici. SPrechi stratosferici di soldi pubblici si sono compiuti in tutte le Amministrazioni Locali, anche piccoli importi ma che, sommati. cubano un bel po’.
Ma non è che gli stessi politici, una volta approdati in Parlamento, si comportino come dei santarellini e smettano di
maneggiare con “leggerezza” i soldi pubblici.
Ok ai tagli per aiutare le imprese a creare posti di lavoro (si spera stabili), ma andare con il bilancino a vedere dove e come si distribuiscano gli sprechi e le ruberie. Mai fare un discorso generele “tagli lineari per tutti” della serie “tutti colpevoli, nessuno colpevole”. Tagliare, ad esempio, un po’ di convenzioni con cliniche e ambulatori privati, e liberare risorse per nuove assunzioni e nuovi investimenti nella Sanità Pubblica in favore della qualità della salute del cittadino senza dover abbassare i Livelli Essenziali di Assistenza per risparmiare a carico di chi la salute l’ha persa. Obbligare i medici a scegliere tra pubblico o privato….tanto per fare alcuni esempi
Sennò, caro Matteo, mi fai diventare simpatico pure Maroni quando piange miseria!
Oddio…..
Elisa

Appalti e burocrazia

12 Ott

La nuova stazione della città sabauda, il bel serpentone con pannelli solari che si estende in centro, doveva in teoria essere finita per la celebrazione dei 150 anni della Nostra Patria. Prima il solito ricorso del secondo arrivato della Gara di Appalto, poi il fallimento della ditta vincitrice che non percepiva in tempo i soldi alla scadenza delle fatture, poi il subentro della seconda ditta che aveva fatto ricorso o addirittura di una terza, ha fatto si che la stazione fosse finita con un paio di anni di ritardo.
Storia analoga per i lavori nell’altra storica stazione che sono stati fermi non so quanto tempo perchè la ditta vincitrice, i conti a posto proprio non li aveva….
E le vicende dell’Expo 2015? I lavori vinti in maniera non trasparente da ditte amiche degli amici con Appalti di dubbia trasparenza, o addirittura con affidamenti diretti, la Magistratura chiamata ad indagare, fermo dei lavori, sbloccati non pe ilr trionfo della Giustizia ma per evitare di fare una figuraccia Expo-nenziale con il Mondo intero (pare, tra le altre cose, che con siano fioccate tutte quelle prenotazioni alberghiere e di biglietti di ingresso tanto attese, e si tema un flop).
Poi ci sono la terza linea della Metro – o è la prosecuzione della seconda? – a Roma che procede lentissimamnte…. e io sono anni che vedo gli stessi pannelli, anche manifesti pubblicitari logori e strappati, passando in macchina con mio fratello o mia cognata dove dovrebbero fare (?) i lavori
L’elenco potrebbe essere infinito…
Questo per dire che mi incazzo ma non mi meraviglio alla notizia che Genova è di nuovo sommersa dal fango e la gente è li che spala laddove aveva già spalato tre anni fa e darebbe volentieri la pala in testa agli amministratori o i politici che gli arrivassero a tiro, a causa di un mancato avvio dei lavori di consolidamento degli alvei dei torrenti a valle e ampliamento degli stessi a monte o altri lavori consimili, non perchè non ci siano i soldi o non siano stati stanziati da chi di dovere, ma per ragioni burocratiche.
E’ stata fatta la gara di appalto, è stato aggiudicata, nominato il vincitore…..ma i lavori non sono partiti perchè il secondo arrivato ha fatto ricorso e la giustizia ci ha impiegato 30 mesi a decidere se aveva ragione o no…..ma il tempo “atmosferico” è stato più veloce del tempo “burocratico-amministrativo” e non ha aspettato di leggere le motivazioni della sentenza dei giudici e che i lavori fossero avviati e conclusi…..
In altri stati europei succede esattamente la stessa cosa in caso di appalti, parlo dei ricorsi di altre imprese da parte del secondo arrivato, ma i lavori partono lo stesso con l’impresa vincitrice e poi si vedrà e si faranno i conti.
Ma è meglio non dirlo al cittadino con la pala in mano….potrebbe avere reazioni incontrollate. Dargli torto?
Elisa

adozioni e famiglie

8 Ott

La società cambia si modifica evolve e cresce….
Quante persone della vostra età conoscete, conviventi, divorziate, eterosessuali e omosessuali, rispetto a quelle sposate con figli? Io molte di più nella prima categoria …. ma sono un caso a parte 😉
Comunque le famiglie numerose di una volta con tanti figli che a loro volta si sposano hanno altri figli e che vivono tutti vicino nello stesso paese o città, sono sempre meno e le famiglie allargate (mamma-compagno della mamma-figlio della mamma e dell’ex marito-figlio della mamma e del nuovo compagno-ex marito, nuova compagna, figlio ecc….) ma sparpagliate sul territorio crescono a dismisura e la legge si è sempre dovuta adeguare – volente o nolente . a questi cambiaenti
La legge sul divorzio, il diritto di famiglia degli anni settanta, l’equiparazione dei figli nati al di fuori del matrimonio con i figli nati nel matrimonio, i diritti del minore, le adozioni e l’affido ecc… sono leggi emanate per star dietro o per accompagnare (a seconda dei casi) questi cambiamenti. Lo trovo giustissimo, necessario e doveroso.
La tutela del minore in quanto persona, posto alla base delle adozioni, è un principio sacrosanto e fa si che ogni giudice sia chiamato a decicedere caso per caso e valutare cosa sia meglio per lui o lei….magari anche una madre o padre single…
Premesso che una coppia con la figura materna e paterna resta, a mio avviso, comunque quella migliore, perchè escludere per legge la possibilità di scegliere anche tra una coppia formata solo da madri o solo da padri? L’importante è che resti al centro dell’interesse il minore da tutelare.
Io questo tabù non lo capisco.
Ma resto ottimista che primo pai cada anche lui.
Sentinelle aberranti permettendo
A proposito: a Torino erano più quelli che gridavano “vergognatevi” che i tipi in piedi in silenzio a leggere…e non erano solo “antagonisti” come detto alla tele…ma a occhio e croce anche molti genitori, nonni, ecc….
Elisa

Pregiudizi

2 Ott

Quando ho letto il nome sul display del telefono in ufficio sono rimasta stupefatta. Il collega che a cercarlo tu non lo trovi manco a pagarlo d’oro mi sta cercando!!!!
Si cerca proprio me, perchè ha saputo che io soffro di una malattia e schiarendosi la voce e con imbarazzo pronuncia la fatidica parole: epilessia. Non ne ho mai fatto segreto, del resto.
Il fatto è che la sua bambina di sei anni da tre mesi ha crisi notturne (povera bambina dico io 😦 ) e non è mai bello essere malati, figuriamoci da bambini. Lui mi chiama per sapere se posso indicare un medico. Io parlo di medici e centri che in zona si occupano specificamente di bambini e lui li ha sentiti praticamente tutti. No ne cerca altri, anche a pagamento- e lo sottolinea più di una volta. Io penso che sia inutile, in questo caso, rivolgersi a neurologi privati, perchè il meglio lo trovi in centri pubblici, dove lavorano specialisti validissimi e seri. E poi sono sempre aggiornati su eventuali nuove terapie, molto prima dei privati. “Si, si capisco, ma….” e insiste sul tema “ricerca di altri specialisti in zona o no”. Io allora continuo sostenendo che andare in centri o ospedali diversi potrebbe avere senso se ci fossero delle situazioni particolari, sindromi o altre malattie rare (ma per fortuna questo non è il caso della bambina)…”si, certo anche questo mi è stato detto, ma…..”
ed ecco che arriva la domanda delle domande, quella che ormai puntualmente arriva a questo punto e dovrei averci fatto il callo: “vorrei uno specialista per poter… insomma… eventualmente verificare che non si tratti proprio di epilessia!”
E allora la sottoscritta respira. conta fino a dieci per non dire quel che vorrebbe dire (mandare a stendere) e dice più o meno la stessa tiritera
1) circa il 70% delle epilessie infantili regredisce e scompare con la crescita (alleluia e deo gratias)
2) anche se non rientrasse in questa eventualità si può benissimo avere una vita normalissima -studiare, avere figli, lavorare, ecc….
3) la maggior parte delle epilessie si controlla benissimo con i farmaci
4) è una malattia molto diffusa (1 persona su 100) e la ricerca va sempre avanti
e lui “si, certo, ma giusto per essere sicuri!”
Sono delle idea che se avessero diagnosticato alla bambina qualcosa di peggio (tipo una leucemia) ma di diverso l’avrebbe accettato più facilmente. Credeteci
Resto sempre basita di tutto questo.
Elisa