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Pregiudizi

2 Ott

Quando ho letto il nome sul display del telefono in ufficio sono rimasta stupefatta. Il collega che a cercarlo tu non lo trovi manco a pagarlo d’oro mi sta cercando!!!!
Si cerca proprio me, perchè ha saputo che io soffro di una malattia e schiarendosi la voce e con imbarazzo pronuncia la fatidica parole: epilessia. Non ne ho mai fatto segreto, del resto.
Il fatto è che la sua bambina di sei anni da tre mesi ha crisi notturne (povera bambina dico io 😦 ) e non è mai bello essere malati, figuriamoci da bambini. Lui mi chiama per sapere se posso indicare un medico. Io parlo di medici e centri che in zona si occupano specificamente di bambini e lui li ha sentiti praticamente tutti. No ne cerca altri, anche a pagamento- e lo sottolinea più di una volta. Io penso che sia inutile, in questo caso, rivolgersi a neurologi privati, perchè il meglio lo trovi in centri pubblici, dove lavorano specialisti validissimi e seri. E poi sono sempre aggiornati su eventuali nuove terapie, molto prima dei privati. “Si, si capisco, ma….” e insiste sul tema “ricerca di altri specialisti in zona o no”. Io allora continuo sostenendo che andare in centri o ospedali diversi potrebbe avere senso se ci fossero delle situazioni particolari, sindromi o altre malattie rare (ma per fortuna questo non è il caso della bambina)…”si, certo anche questo mi è stato detto, ma…..”
ed ecco che arriva la domanda delle domande, quella che ormai puntualmente arriva a questo punto e dovrei averci fatto il callo: “vorrei uno specialista per poter… insomma… eventualmente verificare che non si tratti proprio di epilessia!”
E allora la sottoscritta respira. conta fino a dieci per non dire quel che vorrebbe dire (mandare a stendere) e dice più o meno la stessa tiritera
1) circa il 70% delle epilessie infantili regredisce e scompare con la crescita (alleluia e deo gratias)
2) anche se non rientrasse in questa eventualità si può benissimo avere una vita normalissima -studiare, avere figli, lavorare, ecc….
3) la maggior parte delle epilessie si controlla benissimo con i farmaci
4) è una malattia molto diffusa (1 persona su 100) e la ricerca va sempre avanti
e lui “si, certo, ma giusto per essere sicuri!”
Sono delle idea che se avessero diagnosticato alla bambina qualcosa di peggio (tipo una leucemia) ma di diverso l’avrebbe accettato più facilmente. Credeteci
Resto sempre basita di tutto questo.
Elisa