Tu sprechi più di me “pappapperopappapà”

18 Ott

Non avrei mai pensato che il nostro Primo Ministro (che del resto – ammetto la colpevolezza – ho votato) utilizzasse il sistema del “pappappapperopappapà” per giustificare le sue misure economiche a favore delle imprese. Si taglia il costo del lavoro a carico delle imprese tagliando l’IRAP, imposta regionale sulle attività produttive, che prescinde dal fatturato delle imprese in quanto nel calcolo non si può detrarre il costo del lavoro, la voce più consistente per le maggior parte delle imprese, ed imposta che entra paro-paro nelle casse delle Regioni e che servono a finanziare alcune cosette di poco conto come, ad esempio, la Spesa Sanitari e l’assistenza agli anziani o ai non autosufficienti. Secondo la teoria di Renzi le cose stanno così “care Regioni, lamentantevi di meno e imparate a non sprecare”, discorso che non farebbe una grinza se fosse effettuato da un Organo, Governo e Ministri, esempio di Buona Amministrazione senza macchia e senza paura. Ma diciamolo, che in questo caso il classico “chi è senza peccato scagli la prima pietra” dovrebbe essere applicato. E’ vero che nelle Regioni si è visto di tutto (vi ricordate un certo Signor Formigoni?) e di sprechi e scempi con i soldi pubblici ne sono stati fatti e non parlo solo dei rimborsi facili a Consiglieri e Assessori (che sono spiccioli in confronto) ma soprattutto di tangenti prese in cambio di appalti, convenzioni, contratti assegnati ad amici degli amici. SPrechi stratosferici di soldi pubblici si sono compiuti in tutte le Amministrazioni Locali, anche piccoli importi ma che, sommati. cubano un bel po’.
Ma non è che gli stessi politici, una volta approdati in Parlamento, si comportino come dei santarellini e smettano di
maneggiare con “leggerezza” i soldi pubblici.
Ok ai tagli per aiutare le imprese a creare posti di lavoro (si spera stabili), ma andare con il bilancino a vedere dove e come si distribuiscano gli sprechi e le ruberie. Mai fare un discorso generele “tagli lineari per tutti” della serie “tutti colpevoli, nessuno colpevole”. Tagliare, ad esempio, un po’ di convenzioni con cliniche e ambulatori privati, e liberare risorse per nuove assunzioni e nuovi investimenti nella Sanità Pubblica in favore della qualità della salute del cittadino senza dover abbassare i Livelli Essenziali di Assistenza per risparmiare a carico di chi la salute l’ha persa. Obbligare i medici a scegliere tra pubblico o privato….tanto per fare alcuni esempi
Sennò, caro Matteo, mi fai diventare simpatico pure Maroni quando piange miseria!
Oddio…..
Elisa

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8 Risposte to “Tu sprechi più di me “pappapperopappapà””

  1. sherazade 18 ottobre 2014 a 1:15 pm #

    Concetti semplice e chiari. Ma che x caso nn siamo caduti dalla padella nella brace?
    Sherabbraccicaricari

  2. sportelloutenti 18 ottobre 2014 a 3:53 pm #

    Incomincio a pensarlo.
    E’ vero che a Roma girate in prendisole?
    Qui in t.shirt
    Abbracciricambiati
    Elisa

  3. anonimosq 18 ottobre 2014 a 9:14 pm #

    Non so se siam caduti dalla padella nella brace.

    Certo che ci son degli sprechi da tagliare: ma il Principio di Liebig (cit) ci dice che si comincia con l’intervento (togliere o dare) che dà la massima efficacia, poi con il secondo della lista e via via.

    Allora, se certe regioni in sanità spendono 100 per un certo servizio (per esempio la mia, il Veneto, che non è certo esente da problemi, ma diciamo è meno peggio di altre) e altre per lo stesso servizio (o spesso di peggior qualità) spendono 500, allora guadagni di più tagliando il 500 a 100 che chiedendo il 3 % a tutti.
    Zaia non mi è simpatico, e non ha fatto sempre bene, anzi, ed anche qui ci son ruberie epiche (presente Galan ?) ma su questa fissa dei costi standard ha dannatamente ragione.

    Per dire: in Veneto il pasto standard per un ricoverato credo sia sotto i 10 € ( e per quel che ho visto a Mestre di decente qualità), in molte regioni del Sud (per esempio, Sicilia e Calabria) credo sia di 6/7 VOLTE tanto, roba da buon ristorante e si mangia di m…

    Anonimo SQ

  4. Giuda 20 ottobre 2014 a 8:55 am #

    Non sarei per nulla d’accordo sul principio che “solo chi è senza peccato” possa scagliare la prima pietra. La solfa è sempre la stessa: appena si comincia a tagliare, tutti a gridare: “come ti permetti, tu sei più sprecone, comincia a pensare per te”. Possibile che nessuno voglia mai cominciare a “risparmiare” per primo?

  5. sherazade 20 ottobre 2014 a 5:58 pm #

    Ero al amre sabato. Io no, ma alcuni neppure troppo coraggiosi facevano il bagno.
    Governo ladro? A guardare almeno il nostro cielo ‘de Roma bella’ direi di no.

    sherabbraccissimieapresto???

  6. sherazade 20 ottobre 2014 a 6:02 pm #

    Giuda, mi permetto.
    Io nel mio piccolo comincerei pure a risparmiare per prima se a seguire ‘tagliassero’ per secondo liquidazioni da capogiro e stipendi da nababbi e i ladroni stessero in galera o rifondessero il maltolto . Insomma la storia del buon esempio che dovrebbe partire da chi più in alto sta (e più ha).

    sherazadeconuninchino

    • Giuda 21 ottobre 2014 a 6:23 am #

      Shera, grazie della risposta.
      Però (purtroppo) non mi dici nulla di nuovo, con tutti quei condizionali e quei “loro dovrebbero”.
      Purtroppo.
      Non discuto il fatto che nel tuo caso particolare il tutto sia inevitabile, ma contesto il fatto che TUTTI fanno (facciamo) gli stessi discorsi, c’è sempre “qualcun altro, più in alto” che dovrebbe “pensarci lui”.

  7. sportelloutenti 22 ottobre 2014 a 6:18 pm #

    Giuda è assolutamente vero che si deve incominciare da qualche parte e che giustificarsi con perchè io, tu sprechi di più di me…non vale. Ma questo la dice lunga della credibilit morale di molti dei nostri politici che sono sempre bravi a tagliare agli altri e poi ai soliti, pensionati per primi. Poi i politici sono mica stati eletti per parteciipare a cene, a incontri, a vertici europei e farsi belli a parole, ma per agire e prendersi le loro responsabilità. Altrimenti possono sempre tornare a fare altro…..”mica glielo ha ordinato il medico”!

    Shera: sta sicura che le loro doppie, triple e quadruple pensioni da nababbo mica se le tagliano. 😦

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