Ciao Elena

23 Ott

Tempo fa alla televisione vidi un film francese che mi sconvolse, perchè i francesi quando ci si mettono sanno fare film di una crudezza da paura. Non mi ricordo il titolo, nè l’attrice (devo intortarmi su google e cercare) ma il tema era a dir poco “scandaloso”: la storia di una madre che odiava la figlia, una bimba piccolina. Non le aveva fatto nulla di male la piccola, semplicemente esisteva, le aveva sconvolto la vita, le abitudini e non la sopportava. Non era stata una gravidanza indesiderata, anzi! Quella figlia la madre l’aveva voluta e cercata. Ma poi la realtà è altra cosa da quello che ci rappresentiamo. La famiglia non accetta questa cosa e la madre finisce malamente in cura da psichiatri e sotto piscofarmaci e stigmatizzata dalla società. Mi chiedevo: piuttosto che finire così, non è meglio salutare e “arrivederci, ma anche no”?
Questo pensavo quando zappingando alla tele capitavo davanti ad un programma tipo “Chi l’ha visto” o altri che cercavano la Signora ELena Ceste “madre di quattro figli, moglie esemplare, tutta casa e chiesa” sparita nel nulla. Lasciando perdere alcune facili e spontanee, almeno da parte mia, considerazioni sul marito che proprio non “sarebbe il mio tipo” a dirla gentilmente, l’aspetto che potresti pensarci un attimo prima di mettere al mondo quattro pargoli, e soprattutto che esisterebbe sempre il divorzio, sorgeva spontaneo in me il desiderio che la signora avesse preso e fosse scappata via. Magari! Si potrebbe dare torto ad una donna se fosse un pochetto stufa di vivere in un paesino lontano dal mondo, in mezzo alla nebbia, unico diversivo andare a messa la domenica, e come occupazione prendersi cura di quattro pargoli piccoli, un marito noiosetto, le galline e l’orto?
Non ci indovino mai, alla fine la si trova (quando la si trova) cadavere da qualche parte. Uccisa o suicida, al 90% uccisa. E i sogni vanno a farsi friggere. Forse anche in questo caso un femminicidio in famiglia (non si sa ancora) dove per mesi la televisione ci ha ricamato sopra.
Mi spiace per te ELena, riposa in pace, e mi auguro tu abbia giustizia.
Non posso pregare per te perchè io in Chiesa non ci vado, ma un pensiero dedicartelo.
Elisa

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2 Risposte to “Ciao Elena”

  1. katherine 25 ottobre 2014 a 9:46 pm #

    Io invece ero praticamente convinta che Elena fosse morta.Nessuna madre degna di questo nome riesce a stare tanto tempo lontana dalle sue creature e poi,cosa poteva fare, senza soldi,senza documenti,persino senza vestiti? Dove poteva essere andata,cosa poteva sperare dalla vita,continuando a nascondersi, non potendo lavorare, ne’ avere un bancomat per comprarsi il necessario? I romanzi sono una cosa, ma la realtà è ben diversa.

    • sportelloutenti 2 novembre 2014 a 6:19 pm #

      Lo so benissimo che purtroppo le cose stanno come dici tu, ma che per una volta ci si possa sbagliare sarebbe bello. Meglio una madre insensibile ed egoista che scappi ai tropici che una madre morta 😦
      ELisa

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