Archivio | novembre, 2014

Terribile la vita

23 Nov

Prendete una donna intelligente, bella, con laurea scientifica e master in prestigiosa università, che viene assunta presso una famosissima organizzazione che finanzia progetti di ricerca scientifica, una carriera prestigiosa davanti, viaggi in giro per il mondo per essere informata sullo stato dell’arte della ricerca, che partecipa ai più prestigiosi convegni con il gotha scientifico premi nobel compresi….insomma dalle mani (anzi dalla penna) di questa signora dipende il si o il no al finanziamento di un progetto di ricerca piuttosto che un altro…Ecco posizione invidiabilissima che vorrebbero magari assumere un bel po’ di altre persone al posto suo, un lavoro che richiede una competenza, capacità e assoluta obiettività e non coinvolgimento…..MA!
Ecco il destino cinico e baro ci mette lo zampino: La giovanne domma è anche una giovane madre e una delle sue bellissime bambine nasce con una rarissima e implacabile malattia genetica….magari una di quelle che le sono passate sotto gli occhi da valutare e manco aveva preso in considerazione o non aveva ancora avuto tempo di farlo.
Situazione terrificante, da far salire un brivido sulla schiena anche alla persona più cinica e distaccata.
Ora questa donna è una vera professionista, ed essendo passata dall’altra parte della scrivania o della barricata e non potendo più garantire quella obiettività e quel distacco che servono per svolgere il suo lavoro….ha rassegnato le dimissioni e si dedicherà anima e corpo a promuovere progetti di ricerca per aiutare la sua bimba e chi come lei ha la stessa malattia. Del resto è anche e soprattutto una madre.
Tanto di cappello e tutta la mia ammirazione
Questo vuol dire essere grandi….. Peccato che i nostri politici non abbiamo la stessa “professionalità”
Elisa sconvolta

Le ragioni della giustizia e le ragioni del cuore

19 Nov

Lavoro a stretto contatto con il dramma dell’asbestosi, del mesotelioma, dovuti alla maledetta fabbrica produttrice di amianto che ha avvelenato l’aria e la vita di non so quante migliaia di persone in una cittadina non lontana da dove vivo. Mi scorrono sempre davanti i nomi di persone che ci hanno rimesso salute e pelle, dei familiari che aspettano un risarcimento per questo, ormai sta diventando routine, ma non voglio che diventi routine. A me queste persone fanno pema e rabbia insieme. Perchè già da prima che venissero vietati la produzione e l’utilizzo di amianto chi doveva sapere sapeva e taceva, e la gente si ammalava e moriva….e ancora si ammala e muore…. Perchè il periodo di incubazione può arrivare anche a venti anni. Una volta utilizzare amianto sembrava una cosa furba: leggero, ignifugo, economico…. ma mortale. Se zappingando alla tele mi capita il viso della Presidente dell’Associazione delle vittime dell’Eternit guardo con ammirazione questa Signora ottantenne che ha perso marito, figlia (che non lavorava nella fabbrica) e di altri parenti: una forza di volontà invidiabile…
Tutto questo per dire che se posso capire le ragioni giuridiche che hanno spinto il Procuratore Generale della Cassazione a chiedere l’assoluzione per prescrizione (per prescrizion, si intenda, non perchè il fatto non sussiste) dei titolari della Eternit, le ragioni del cuore mi fanno ribellare a questo abominio. Perchè la gente continua a morire e non mi vengano a dire che i proprietari e dirigente della Eternit ignorassero la portata della bomba ecologica che avevano tra le mani….
Vergognatevi e giustizia per le migliaia di vittime qui e altrove nel momdo,


Elisa

C’è grossa crisi

15 Nov

Crisi di voglia di scrivere e pensare, crisi di voglia di scherzare tanto, crisi di tempo….
Mi sono iscritta a un corso di ginnastica che due volte a settimana mi porta a sgambettare e a fare piegamenti che male alla salute non fa. Unica cosa positiva del mese, direi.
La mia associazione di volontariato sta vivendo, anche lei, un periodo di crisi: a Marzo prossimo scadono i vertici e il nostro SuperPresidente non vuole più ricandidarsi ma se non si ricandida lui, sono cavoli amari. Nessuno di noi poveri tapini ha tempo e capacità e verve per occuparsi a tempo pieno della Associazione, che se anche piccola e di poche pretese (insomma non siamo Save the Cildren, tanto per dire) porta via un sacco di tempo e risorse fisiche e ci vuole un pelo sullo stomaco ad andare a parlare con uffici pubblici e sponsor senza mandare tutti a stendere per i nervi che ti fanno venire….
E poi ci si è messo lui, il lavoro, la collega Super che se ne va in pensione e che nessuno è in grado di sostituire, o magari sarebbe meglio dire nesssuno HA VOGLIA di sostituire, perchè lavorare bene e come un mulo e con competenza, non è da tutti. E 30 anni di esperienza e vera dedizione non li si inventa di sana pianta. La Capoufficia mia, e della Supercollega, che per anni ha vissuto di rendita, facendo il minimo sindacale della decenza, ora si trova con l’ufficio scoperto, che non può essere soppiantato da un neoarrivato con esperienza zero, me che navigo a vista in un campo che devo studiare e che conosco poco e la collega “biondostronzacafona” che ha già messo le mani avanti “su di me non ci contate che faccio solo quello che voglio” (non proprio in questi termini, ma la sostanza questa è). Insomma la Capa fra poco arriverà a spinellare per farsi forza, perchè non sa come ne uscirà. Ma cara Capa e cari Capi, è vero che nella Pubblica Amministrazione potete sfangarla per una carriere intera a prendere signor soldi senza fare un cavolo e senza prendervi un minimo di responsabilità che vi toccano, ma può anche andarvi male e, proprio a fine carriera, trovarvi nella merda più nera e dover LAVORARE e GUADAGNARE i soldi che vi danno….Servirà a qualcosa questo periodo di vacche magre, spero.
Posso dire che non mi fate pena neanche un pochetto.
E non sarà certo una impiegata che da quando è stata assunta nel vostro ufficio non ha visto un centesimo di aumento dello stipendio a togliervi le uova nel paniere…..
Sono in crisi….
E anche in crisi di ispirazione per il mio bloggino
Perdono
Elisa

sto matrimonio non s’ha da fare

2 Nov

Non sono mai stata una che fa mille domande, anche da ragazzina e anche con i miei parenti più prossimi, ma scema non penso di essere mai stata e che le cose, tra mamma papà e nonna non fossero sempre andate liscie, ci ero arrivata abbastanza presto. E si, la mamma di mio padre deve aver fatto fuoco e fiamme per evitare che mio padre sposasse mia madre, e che mia madre non rappresentasse il suo ideale di nuora non ci andava un indovino per capirlo. Mia nonna si aspettava una nuora tutta “casa-famiglia” e mia mamma proprio non è il tipo. Con me il discorso non lo hanno mai affrontato e i rapporti tra mamma e nonna sono sempre stati civili e cordiali, ma affettuosi non si può dire. Un indizio: mio padre ha sempre dato del tu alla mia nonna materna (tutto altro tipo), mia madre ha sempre dato del lei alla suocera. I miei si sposarono ed è stato, tra alti e bassi, un matrimonio felice, fino a quando mio padre è mancato, ma per poter vivere tranquillamente e senza problemi, mio padre e mia madre lasciarono il lavoro nella città paterna e nella grande azienda con super carriera davanti e si spostarono a ottocento chilometri a sud con un lavoro diverso, meno di successo e prestigioso, ma una famiglia più felice e tranquilla. Tra parenti vedendosi solo due-tre volte all’anno, le cose si appianarono e i rapporti migliorarono.
Ora, due generazioni dopo, mio nipote deve sposaesi con una ragazza americana, vivono insieme negli States dove lui fa il ricercatore all’università e lei la logopedista… tutto bene? Assolutamente si, per tutta la famiglia, tranne che per la sorella gemella del futuro sposo, l’altra mia nipote che sta facendo una tragedia e vuole andare a piazzarsi a casa dei futuri novelli sposi apparentemente con lo scopo di andare a studiare inglese ma con il malcelato scopo dell’impedire questo matrimonio, e liberare il povero fratello dalle spire della bionda ragazza yankee.
E la nipote non sente ragioni e fa tragedie su tragedie perchè nessuno di noi la incoraggia e la sostiene, e le dice che ha ragione. E, tragedia nella tragedia, il fratello le ha detto che non la vuole vedere a casa sua neanche con il cannocchiale.
Dargli torto?
Ora parte all’attacco la nonna, con il racconto di come è stata accolta lei in famiglia dai genitori (e fratelli/sorelle) di mio padre.
O capisce o le crollerà anche il mito della “mia brava nonnina che mi vuole tanto bene”
Cresci nipote, cresci…. Deve arrivare anche il tuo turno di farti una vita con o senza sposo.
Elisa