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Le ragioni della giustizia e le ragioni del cuore

19 Nov

Lavoro a stretto contatto con il dramma dell’asbestosi, del mesotelioma, dovuti alla maledetta fabbrica produttrice di amianto che ha avvelenato l’aria e la vita di non so quante migliaia di persone in una cittadina non lontana da dove vivo. Mi scorrono sempre davanti i nomi di persone che ci hanno rimesso salute e pelle, dei familiari che aspettano un risarcimento per questo, ormai sta diventando routine, ma non voglio che diventi routine. A me queste persone fanno pema e rabbia insieme. Perchè già da prima che venissero vietati la produzione e l’utilizzo di amianto chi doveva sapere sapeva e taceva, e la gente si ammalava e moriva….e ancora si ammala e muore…. Perchè il periodo di incubazione può arrivare anche a venti anni. Una volta utilizzare amianto sembrava una cosa furba: leggero, ignifugo, economico…. ma mortale. Se zappingando alla tele mi capita il viso della Presidente dell’Associazione delle vittime dell’Eternit guardo con ammirazione questa Signora ottantenne che ha perso marito, figlia (che non lavorava nella fabbrica) e di altri parenti: una forza di volontà invidiabile…
Tutto questo per dire che se posso capire le ragioni giuridiche che hanno spinto il Procuratore Generale della Cassazione a chiedere l’assoluzione per prescrizione (per prescrizion, si intenda, non perchè il fatto non sussiste) dei titolari della Eternit, le ragioni del cuore mi fanno ribellare a questo abominio. Perchè la gente continua a morire e non mi vengano a dire che i proprietari e dirigente della Eternit ignorassero la portata della bomba ecologica che avevano tra le mani….
Vergognatevi e giustizia per le migliaia di vittime qui e altrove nel momdo,


Elisa