Archivio | gennaio, 2015

Leggerezza e forbici

29 Gen

Io ho una cofana di capelli  crespi che non so curare da sola. Il combinato disposto della quantità enorme, mia pigrizia, imbranataggine fa si che vada regolarmente dal parrucchiere tutte le settimane per la piega e il grigio ormai totale della chioma fa altresì che sia costretta a colorarmi ogni mese circa. Insomma io lussi nel vestirmi pochi o nulli, non ho la macchina e relative spese, ma per la chioma non lesino perchè i capelli cespugliosi e che vanno per i capperi loro, non mi piacciono. Ora abitando in una zona residenziale per grazia nonnesca (ho ereditato la sua casa) e non per meriti economici, la mia parrucchiera è frequentata da gente – per lo più madame o madamine – che pensavo  facessero parte solo delle commedie o delle fiction. E invece no, e credetemi che a volte mi verrebbe voglia di passare dai due estremi o di mandarle a stendere o scoppiare in una fragorosa risata. Ieri il top: famigliola composta da madre, figlio, nuora e amica della nuora. Lui tipo sportivo abbronzato arriva per primo e si fionda dall’estetista e poi vai di taglio “taglia qui, sfuma li, ecc…” Poi arriva la ,mogliettina con la amica: ho scoperto che è ritornato di moda la stile “Jackie Kennedy” con pantaloni a sigaretta, twin-set, borsa kelly e capelli lisci tenuti su da frontino extra-large. Anche loro vai di taglio ma solo una spuntatina prego “mezzocentimetro, no uno, facciamo uno  e mezzo” ecc…. e mi raccomando liscissimi…

Ma il top lo ha raggiunto la madre-suocera una chioma di capelli biondi (tinti) lliscissimi e almeno un decimo di quantità dei miei. La signora è stata convinta a tagliarseli dalla nuora e nel tempo del mio shampo-balsamo-taglio e piega” era ancora a metà dell’opera: ogni passatina di forbice sulle ciocche obbligava il malcapitato ragazzo a fargli vedere come venivano, come erano orientati, il verso che avrebbe preso una volta asciutto, ecc… Roba da far perdere la pazienza anche ad un santo!!! “Perchè io mi sento in equilibrio solo se i capelli vanno come dico io”, chiosava a ogni “zac”

Roba che la prossima volta che la becco mi faccio prestare uno smartphone e la filmo e carico il tutto su facebook perchè non ci si può credere! Io avrei preso un paio di cesoie e un tosaerba e l’avrei resa calva….

Chissà se le avranno fatto pagare 30 Euro (costo per piega e taglio) o 300 (quello che le avrei fatto pagare io come minimo) ?

A volte anche il parrucchiere può essere uno spaccato di vita particolare.

Elisa

Io che non sono credente

18 Gen

Io sono fondamentalmente laica, per me è normale non pensare in termini religiosi, vedere la vita con gli occhi e l’interpretazione di un sacerdote, iman, rabbino o che ne so io e basarmi sulla loro interpretazione di sacri testi…. vivo a prescindere da tutto ciò. Di conseguenza non trovo assurdo che qualcuno per esprimere dissenso su temi che hanno a che fare con la religione in generale o con azioni che ad essa rimandano, utilizzi immagini di Profeti, Dio, Gesù, ecc… in vignette.  Ma non faccio testo, sono una su quanti che invece credono? E se fossi credente come mi sentirei a vedere l’oggetto del mio credo disegnato come caricatura in una vignetta? Forse mi farei una risata anche io (si spera la maggior parte)…ma forse mi risentirei (mica pochi a vedere le manifestazioni nei paesi islamici). Ma anche se offesa non ammazzerei, direi la mia, non comprerei il giornale.

Quando alla fine degli anni settanta si pubblicava quel giornale satirico che si chiamava il Male, famoso per le finte copertine dei quotidiani, quanti lo compravano? Mi sa che mio fratello era uno dei pochi :-p ) Sicuramente erano meno di quelli che ne parlavano per difenderlo o per condannarlo. Conobbi molte persone che lo difendevano quando subiva attacchi da parte di chi lo considerava troppo estremo….ma molti di quelli che lo difendevano non lo compravano. Infatti poi ha chiuso…

Adesso Charlie Hebdo ha raggiunto 3 milioni di copie vendute dalle 60.000 circa di prima, Ma quanti francesi sapevano della sua esistenza prima di quello che è successo il 7 gennaio?

Tutte le disordinate elucubrazioni scritte sopra per dire che una cosa mi ha insegnato la strage di Parigi: devo assolutamente imparare a comprendere anche se non le accetto le considerazioni e i punti di vista di chi la pensa in maniera diversa da me,,,anche se è un assassino, anche se mi ripugna pensarci…non posso più vivere in un dorato isolamento.

Elisa

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Voglia di cazzeggiare, zero

7 Gen

Ero pronta a entrare nel mio bloggerino a scrivere un post su come si organizza un matrimonio stile “il padre della  sposa” (avete presente il bellissimo film con Elizabeth Taylor e Spencer Tracy?) e cose amene di questo tipo…. e accendi la tele e ti becchi un pugno nello stomaco da paura: 12 persone uccise, la maggior parte vignettisti e giornalisti, da un commando di terroristi ispirati all’islam più estremo. E quello che Papa Francesco va dicendo da un po’ di parte a questa parte trova sempre più, almeno ai miei occhi, conferma. Non esistono enne guerre  contemporaneamente, Siria, Pakistan, Iraq, Eritrea, Sud Sudan, Georgia, Ucraina—– dimenticata qualcuna? Sicuramente si! che si stanno svolgendo una indipendentemente e scollegata dall’altra. ma una unica grande guerra mondiale….la terza direi, e nessuno di noi è immune dalle sue conseguenze. Perchè da una parte ci siamo noi che voglia di combatterla zero – e chi l’avrebbe? – che ci sentiamo al sicuro (parola grossa, ormai) nelle nostre casette, uffici, scuole, strade e dall’altra un esercito diffuso, indefinibile nel numero e nei confini geografici dove opera, che potrebbe agire ovunque e comunque senza avviso e con conseguenze devastanti. Hanno ucciso dei giornalisti e dei vignettisti, mica scelti a caso, in un paese, la Francia, che della accoglienza degli stranieri nei suoi confini ha una tradizione secolare, da sempre orgogliosi che il cittadino Tunisino-Algerino-Marocchino- o proveniente da una delle ex Colonie, che studi, lavori  e metta su famiglia in territorio francese si sia sempre sentito anche lui francese… che della assimilazione ha fatto bandiera e politica. Non come noi provinciali che di colonie ne abbiamo avute due e che…forse era il caso di lasciar perdere anche quelle e che viviamo l’arrivo di stranieri in fuga da guerra e fame come una invasione e una usurpazione….di chissà che poi! Fino a poco tempo fa le persone provenienti da ex colonie che decidevano di andare a lavorare in Francia parlavano di quest’ultima come di qualcosa di cui facevano e se ne sentivano parte….Ora non più

Se ora anche la Francia viene attaccata (come il Belgio qualche mese fa) da terroristi nati e cresciuti  in Francia e che non si sentono più “cittadini europei” come erano convinti di esserlo i loro genitori e nonni, sono veramente cazzi amari per tutti!

Solo i libri e la cultura e il benessere per tutti ci potranno salvare….ma l’assimilazione di chi non vuole essere (o non si sente) assimilato non è facile.

Elisa