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Io che non sono credente

18 Gen

Io sono fondamentalmente laica, per me è normale non pensare in termini religiosi, vedere la vita con gli occhi e l’interpretazione di un sacerdote, iman, rabbino o che ne so io e basarmi sulla loro interpretazione di sacri testi…. vivo a prescindere da tutto ciò. Di conseguenza non trovo assurdo che qualcuno per esprimere dissenso su temi che hanno a che fare con la religione in generale o con azioni che ad essa rimandano, utilizzi immagini di Profeti, Dio, Gesù, ecc… in vignette.  Ma non faccio testo, sono una su quanti che invece credono? E se fossi credente come mi sentirei a vedere l’oggetto del mio credo disegnato come caricatura in una vignetta? Forse mi farei una risata anche io (si spera la maggior parte)…ma forse mi risentirei (mica pochi a vedere le manifestazioni nei paesi islamici). Ma anche se offesa non ammazzerei, direi la mia, non comprerei il giornale.

Quando alla fine degli anni settanta si pubblicava quel giornale satirico che si chiamava il Male, famoso per le finte copertine dei quotidiani, quanti lo compravano? Mi sa che mio fratello era uno dei pochi :-p ) Sicuramente erano meno di quelli che ne parlavano per difenderlo o per condannarlo. Conobbi molte persone che lo difendevano quando subiva attacchi da parte di chi lo considerava troppo estremo….ma molti di quelli che lo difendevano non lo compravano. Infatti poi ha chiuso…

Adesso Charlie Hebdo ha raggiunto 3 milioni di copie vendute dalle 60.000 circa di prima, Ma quanti francesi sapevano della sua esistenza prima di quello che è successo il 7 gennaio?

Tutte le disordinate elucubrazioni scritte sopra per dire che una cosa mi ha insegnato la strage di Parigi: devo assolutamente imparare a comprendere anche se non le accetto le considerazioni e i punti di vista di chi la pensa in maniera diversa da me,,,anche se è un assassino, anche se mi ripugna pensarci…non posso più vivere in un dorato isolamento.

Elisa

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