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Questo è un post razzista! Bus economy

21 Feb

Io ogni mattina prendo un autobus che dal centro va verso l’estrema periferia sud della città. In realtà prosegue verso cittadine della cintura, ma il mio ufficio si trova più o meno all’imbocco della tangenziale e scendo prima. E’ un autobus frequentato a seconda di come mi sbrigo la mattina alternativamente da operai marocchini, nigeriani, e altre nazionalità (se preso prima delle sette e trenta) o da studenti di scuola media superiore (se sono in ritardo). Ora spesso riesco a prenderlo presto e mi trovo quasi sempre costretta a chiedere a un giovane ragazzo di nazionalità per la maggior parte nord africano  ad alzarsi per sedermi anche io. Vedi un’aria di incazzatura e fastidio che si legge anche se sei mezza addormentata. Una mia amica maestra di arabo e mediatrice culturale per il Comune mi ha spiegato che per loro è fastidioso sedersi vicino ad una donna soprattutto non islamica. Ci sono persone che se ti siedi vicino attaccano a salmodiare non so che cosa parlando a  voce alta da soli!!!!

Ho assistito di persona al livello di aggressività verbale, e anche fisica, che questi ragazzi riescono a raggiungere quando i controllori GTT li trovano senza biglietto e gli chiedono i documenti. Infatti ora i controllori girano insieme alla polizia municipale e a controllare i biglietti sono in sei e non più in tre, distogliendo gli agenti da altre utili attività.

E le loro mogli? Parliamone, quelle più “avanzate” hanno frequentato  corsi  gratuiti e sacrosanti organizzati da associazioni di volontariato come la Casa delle Donne per studiare l’italiano partendo da un assoluto analfabetismo in lingua madre, hanno imparato a guidare, preso la patente, qualcuno anche preso un titolo di studio Giustissimo, ci mancherebbe altro! Hanno usufruito dei servizi di assistenza e accompagnamento – sempre della Casa delle Donne-  per ottenere la casa popolare o ad affitto calmierato, le agevolazioni economiche per le utenze, la mensa gratuita per i figli, ecc… E poi? Spariscono, non le vedi più…. Ok, va bene, Da volontaria so benissimo che non ti devi aspettare gratitudine. Mica ci si deve fidanzare a vita!!!! Ma poi quando veniamo a sapere che la figlia quindicenne che andava a scuola alle superiori, che voleva laurearsi , l’hai spedita nel paese di origine per sposarsi un quarantenne, oppure l’hai tolta da scuola per sposarsi con un connazionale venuto da poco in Italia…..mi vieni pure a dire “che serve per salvaguardare le tradizioni e il credo religioso???”

Hai sacrificato la tua stessa prole femminile sull’altare della tua indipendenza???? Ma che madre sei?

E ora questa cultura, questo modo di pensare che ci considera – soprattutto noi donne -delle pezze da culo ce la troviamo alle porte armata e violenta  e dobbiamo anche stare tranquilli e aspettare che se ne occupi l’ONU??? Cosa dobbiamo aspettare che ci bombardino la Sicilia? Che ci facciano saltare in aria qua e la?

Io sono preoccupata e incazzata, soprattutto per le mie e i miei nipoti e pronipoti (quando arriveranno)

Elisa

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