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tra i banchi di scuola

3 Mar

Sono entrata nuovamente in una classe di scuola elementare dopo 40 anni esatti dall’ultima volta. Ma allora avevo il grembiule, la cartella, e i quaderni… Oggi ci sono tornata per parlare con due maestre di una serie di incontri organizzati grazie alla mia associazione di volontariato (la sento anche mia) con bambini della classi prima e seconda elementare per cercare di far capire quello che loro molto probabilmente sanno benissimo, ossia che non siamo tutti uguali e c’è qualche loro compagno o compagna che è un po’ meno uguale che ogni tanto sembra assentarsi, o cade, ecc… il tutto con giochi di gruppo, fiabe, racconti di se, ecc… Credetemi sula parola una bella attività!  Il tutto con l’aiuto di educatrici e psicologhe da noi coinvolte. anche loro volontarie.  2 ore per classe per due incontri ciascuno. Mi hanno chiesto una mano e io PANICO IN CORSIAAAAA!!!! Io alle prese con una ventina di bimbetti da tenere tranquilli, la cosa mi fa venire l’ansia…ma questo è un altro discorso e devo ancora cimentarmi in questa attività… Vi racconterò, sempre che sopravviva 🙂

Non era questa cosa che mi ha colpito, bensì un’altra questione. L’anno scorso quando abbiamo proposto questa iniziativa alle scuole ci hanno riposto quasi tutti picche tranne due, per un totale di quattro incontri. Scoraggiati quest’anno pensavamo di rinunciare, ma il Comune ci ha contattati in quanto, leggendo della nostra iniziativa, ben sette scuole volevano repricarla 😮 !!!

Stupore e anche soddisfazione, si ricomincia ma con l’aiuto di tutti i volontari disponibili (pochi, a dire il vero), refrattari agli infanti compresi (la sottoscritta). Beh, oggi primo incontro in realtà con due maestre che poi hanno parlato con altre due colleghe e con altre….insomma io e la mia amica parlavamo a sei maestre che in religioso silenzio prima e intervendo stile assemblea pubblica poi, ci hanno ascoltato e ribattuto facendoci capire che erano interessatissime, che ognuna di loro aveva bambini con problemi di salute i più disparati (al dire il vero nessuno di loro con epilessia, ma meglio per i bimbi, chiaramente) e che nessuna associazione, ente pubblico o altro si era mai presentato da loro a scuola per spiegare come relazionarsi con i bambini, come entrare in contatto con loro, approcciarli, insomma capire e vedere cosa fare quando c’è di mezzo una malattia, una disabilità, anche solo una difficoltà. Non che noi, come associazione si sia depositari di così tanto sapere (ma proprio no!), ma che nessuno ci abbia mai pensato prima, mi ha, da una parte, lusingato, ma dall’altra mi sta creato un po’ di PANICO DA PRESTAZIONE!!!!!

SOPRAVIVERO’?

Comunque dopo il colloquio con le maestre, a sentire la dedizione che trasmettevano verso il lavoro e i loro piccoli studenti, sono sempre più convinta che meritino il cavalierato automatico!!!

Elisa