Archive | aprile, 2015

chiamale se vuoi emozioni

20 Apr

Seconda giornata di laboratorio scolastico questa volta con due classi di due seconde elementari e questa volta il confronto tra due modi di fare l’insegnante è stato stridente e sconvolgente, almeno per me che non bazzico le scuole elementari.

Un tot di post fa avevo raccontato che sarei stata coinvolta in una  attività di laboratorio con le scuole dal nome “Dal disagio all’empatia” per spiegare ai bambini come  rapportarsi con compagni di classe più sfortunati di loro.

Nelle prime due ore abbiamo trovato due giovani maestre partecipi, interessate e anche “emozionate” neli vedere i loro bambini coinvolti e attenti alle attività di gioco proposte dalla nostra educatrice. Tenete conto che in questa classe si trovava una bambina con problemi di autismo che non parla se non tramite gesti incomprensibili e un libro di disegni e lettere stile tastiera del PC. “Sarà difficile coinvolgerla”, aveva detto la maestra di sostegno che la accompagnava.

Uh mamma, ho pensato, ma vabbè! I bambini in cerchio, con due maestre giovani sorridenti insieme a loro, hanno alzato tutti la manina quando si trattava di spiegare cosa fossero per loro le emozioni, su come si sentissero in quel momento Tutti i giochi sono filati lisci come l’olio: l’orologio dell’umore, il gioco dello specchio, della statua, ecc… e persino colorare la scheda finale…. e la bimba “con problemi”? Ha partecipato a tutti i giochi e ha persino colorato tutte le sue schede lasciando due maestre sbalordite e soddisfatte che non la smettevano più di ringraziare e di invitarci a tornare 😮 “Noi eravamo molto perplesse, ma ora siamo felicissime di aver partecipato”. Io emozionata come e più di loro.

L’altra classe è stata un disastro, un po’ per via di una bambina che non si è sentita bene e ha rigettato la merenda mentre l’educatrice cercava di cominciare il laboratorio e la maestra era uscita alla ricerca del padre e a rispondere al cellulare a una sua collega. Io cercavo con lo scottex  di evitare che la povera si sporcasse tutta. Alla fine bimba cadaverica accompagnata all’ingresso all’arrivo del padre e maestra che “scusate se non partecipo ma ho delle verifiche da correggere” e si mette alla cattedra a guardare quaderni e fogli senza degnarci di uno sguardo…ah si, ogni tanto acchiappava una macchinetta fotografica digitale e faceva qualche foto.

Bimbi insopportabili, attenzione zero, ma soprattutto….. non sapevano dare una definizione precisa di cosa fossero le emozioni… parole come paura, gioia, imbarazzo  sono state tirate fuori dalla nostra educatrice con fatica e con le pinze….

Ma il top è stato verso la fine quando la maestra ci ha detto “scusate tanto, ma il prossimo incontro sarebbe da spostare, perchè abbiamo un importante laboratorio di teatro e lo abbiamo fissato già da un bel po’ di tempo” Notare bene il nostro era fissato dal mese di ottobre… ma lasciamo perdere….

E io. ” Non c’è problema Signora, sposto io il mio giorno di ferie” e allora volete vedere una faccia basita di una maestra stronza? “Ma come, lei ha preso ferie per venire quiiiii”

Ma guarda un po’. c’è chi le cose le prende sul serio (non l’ ho detto, ma l’ho pensato)

Questa al prossimo laboratorio rischia di non arrivarci.

Elisa

Uffi!

11 Apr

Non riesco più a essere assidua da queste parti…e soprattutto non riesco a stare dietro ai blog che mi piacciono… ma questo è un periodo un po’ così….di scazzo totale, per usare un francesismo. Insomma un sacco di cose da fare e quando arrivo a casa accendo il pc e a parte un po’ di cazzeggio su facebook non combino niente.

L’unica cosa bella è seguire i preparativi del matrimonio del secolo in famiglia. con annessi e connessi, mio nipote, il futuro sposo, che ha discusso la tesi di dottorato e si prepara a proseguire con il livello superiore di ricerca e studi. Insomma per fortuna la generazione successiva alla mia, ha qualche soddisfazione.

Io sul lavoro sono in una situazione da “non sai a quale santo votarti” la gente scappa appena può, molti vanno in pensione, nessuno viene sostituito, e soprattutto io lavoro in un ufficio dove salvo pistola puntata alla schiena nessuno vuole venire a lavorare. I dirigenti sanno solo lamentarsi e far spallucce genere “non sappiamo cosa fare, è così e basta”, salvo poi dare ferie contemporaneamente a tre persone su sei nelle stesse settimane e poi accorgersi che “Il servizio è scoperto”. E siccome a far dispetti sono buoni tutti, pensate di essere aiutati, che scatti la solidarietà?  Siete dei poveri illusi!!!! Potessi fare domanda di mobilità o trasferirmi in un altro ufficio lo farei in tempo zero. Potrei trovare di peggio, ma per quello che lascerei….zero rimpianti.

Meno male che c’è il tempo libero: l’associazione di volontariato, che sta diventando un impegno sempre maggiore ma almeno qualcuno che dice grazie si trova, la palestra, gli amici, la famiglia…. Insomma non sono una che si ferma in ufficio a fare straordinario perchè a casa non sa come passare il tempo, tanto per dire. Sono zitella, non ho marito figli da accudire ma io il tempo me lo so impegnare. Sappiate che nella logica perversa dei miei colleghi, sarei una senza problemi e che “cazzo avrei da lamentarmi”? Una da “no figli, no mutuo, no impegni”….

Nota leggera: devo comprarmi un paio di ballerine o scarpe basse eleganti con borsetta combinata… si va alla ricerca!!!!

Elisa