Spose e damigelle

28 Mag

Avete presente il film il Padre della Sposa con Spencer Tracy o più recentemente quel film con la Jennifer Lopez nei panni di una wedding planner? Pare anche ci sia un film con una ragazza che fa la damigella per 19 volte….ma mi manca e ora dovrò cercare la cassetta…. Pensavo fossero americanate assurde e anche un po’ comiche…fino al giorno in cui mio nipote non si è sposato con una ragazza americana….a Roma. Ed ecco allora che si è aperto un carosello di vestiti per le damigelle, tutti rigorosamente uguali, vestiti per damigelli, idem e con le cravatte in tono, e corteo nuziale in chiesa. Ora il giorno prima della grande celebrazione ci si trova tutti in chiesa con il parroco, di origine statunitense, che spiega come procedere. “prima entro io, poi la madre dello sposo con lo sposo, poi la madre dello sposa con il nonno, poi la nonna con il padre dello sposo, le damigelle con i damigelli e infine padre della sposa con la sposa” il tutto condito da canti e marce nuziali. Tutto bene? No affatto. perchè a questo punto si incazza la nonna della sposa, un donnone grande e grosso e con una aria da generale in tenuta da guerra, si scoccia di essere l’unica a non sfilare, e vuole assolutamente farlo anche lei….ma i maschietti della famiglia sono finiti!!!!” Sembra abbozzare, senonché, il pomeriggio del matrimonio, con un balzo che manco i marine allo sbarco in Normandia, caccia indietro nonna e padre dello sposo, abbranca il braccio sinistro del consorte…e sfilano in tre: nonno, nonna e madre della sposa!!!!

Arriva al suo posto in prima fila incazzata nera perchè a quel punto dal lato degli invitati dello sposo ci si è messi tutti  a ridere più o meno sommessamente… i filmini pare siano stati censurati in questo punto!!!!

A questo aggiungetevi un tot di simpatici disguidi: Limousine con sposa e damigelle, che le ha mollate a cento metri dal sagrato della chiesa perchè “nun ce se passa” (falso!) e le poverette si devono arrampicare con tacchi altissimi camminando su sanpietrini e pietre rese scivolose dalla pioggia (mi sono dimenticata di dire che pioveva, ovviamente 😮 )

Pullmino che doveva raccogliere gli invitati in giro dagli alberghi in ritardo e che aveva saltato alcune tappe

Macchina che doveva portare in chiesa padre e madre della sposa, che si è rotto e tutti si sono dovuti poi accalcare sul pullmino accorso in loro aiuto.

A parte queste piccole sciocchezzuole, ovviamente auguro ai miei nipoti tutto il bene di questo mondo,

…..e a me…. basta matrimoni american style,. please 🙂

Annunci

Laboratorio empatia resoconto finale

12 Mag

Lo so che i numeri possono sembrare freddi, ma un anno scolastico (quasi perchè abbiamo finito a fine aprile) di laboratorio con le scuole elementari hanno coinvolto:

16 classi

300 alunni

35 insegnanti

Tutti felicissimi di aver partecipato

con due educatori e quattro volontari che si sono alternati facendo i salti mortali e prendendo ferie dai loro posti di lavoro per partecipare, Una impiegata comunale, quella che finanzia il progetto, a dir poco entusiasta che intende pubblicizzare al massimo la nostra piccola associazione e le attività.

Siamo contentissimi, ma oggi sono reduce da un incontro con il commercialista del Centro Volontariato della Provincia. Ora, siccome gli educatori non sono volontari ma professionisti che fanno questo di mestiere, qualcosa abbiamo dovuto dare come compenso, giustamente, Del resto i soldi del Comune ci sono dati per pagare la loro attività.

Morale? Per poche centinaia di euro  a testa ci tocca presentare:

Certificazione Unica, Modello 770, e dichiarazione IRAP e per quest’ultima solo la dichiarazione perchè non dobbiamo pagare nulla, ma trattandosi di lavoro a tutti gli effetti potrebbe essere soggetta a tassazione!!! E la nostra è una associazione di volontariato che non ricava mezzo centesimo da quello che fa e spesso dobbiamo sborsare qualcosina noi per integrare le spese spicce di funzionamento.

A proposto ,indovinate a chi toccano queste simpatiche incombenze amministrativo-fiscali alla luce del “tanto tu fai la contabile come lavoro” ?

Vabbè, meno male che vado in ferie a  fine agosto!!!! 🙂

Eliisa

chiamale se vuoi emozioni

20 Apr

Seconda giornata di laboratorio scolastico questa volta con due classi di due seconde elementari e questa volta il confronto tra due modi di fare l’insegnante è stato stridente e sconvolgente, almeno per me che non bazzico le scuole elementari.

Un tot di post fa avevo raccontato che sarei stata coinvolta in una  attività di laboratorio con le scuole dal nome “Dal disagio all’empatia” per spiegare ai bambini come  rapportarsi con compagni di classe più sfortunati di loro.

Nelle prime due ore abbiamo trovato due giovani maestre partecipi, interessate e anche “emozionate” neli vedere i loro bambini coinvolti e attenti alle attività di gioco proposte dalla nostra educatrice. Tenete conto che in questa classe si trovava una bambina con problemi di autismo che non parla se non tramite gesti incomprensibili e un libro di disegni e lettere stile tastiera del PC. “Sarà difficile coinvolgerla”, aveva detto la maestra di sostegno che la accompagnava.

Uh mamma, ho pensato, ma vabbè! I bambini in cerchio, con due maestre giovani sorridenti insieme a loro, hanno alzato tutti la manina quando si trattava di spiegare cosa fossero per loro le emozioni, su come si sentissero in quel momento Tutti i giochi sono filati lisci come l’olio: l’orologio dell’umore, il gioco dello specchio, della statua, ecc… e persino colorare la scheda finale…. e la bimba “con problemi”? Ha partecipato a tutti i giochi e ha persino colorato tutte le sue schede lasciando due maestre sbalordite e soddisfatte che non la smettevano più di ringraziare e di invitarci a tornare 😮 “Noi eravamo molto perplesse, ma ora siamo felicissime di aver partecipato”. Io emozionata come e più di loro.

L’altra classe è stata un disastro, un po’ per via di una bambina che non si è sentita bene e ha rigettato la merenda mentre l’educatrice cercava di cominciare il laboratorio e la maestra era uscita alla ricerca del padre e a rispondere al cellulare a una sua collega. Io cercavo con lo scottex  di evitare che la povera si sporcasse tutta. Alla fine bimba cadaverica accompagnata all’ingresso all’arrivo del padre e maestra che “scusate se non partecipo ma ho delle verifiche da correggere” e si mette alla cattedra a guardare quaderni e fogli senza degnarci di uno sguardo…ah si, ogni tanto acchiappava una macchinetta fotografica digitale e faceva qualche foto.

Bimbi insopportabili, attenzione zero, ma soprattutto….. non sapevano dare una definizione precisa di cosa fossero le emozioni… parole come paura, gioia, imbarazzo  sono state tirate fuori dalla nostra educatrice con fatica e con le pinze….

Ma il top è stato verso la fine quando la maestra ci ha detto “scusate tanto, ma il prossimo incontro sarebbe da spostare, perchè abbiamo un importante laboratorio di teatro e lo abbiamo fissato già da un bel po’ di tempo” Notare bene il nostro era fissato dal mese di ottobre… ma lasciamo perdere….

E io. ” Non c’è problema Signora, sposto io il mio giorno di ferie” e allora volete vedere una faccia basita di una maestra stronza? “Ma come, lei ha preso ferie per venire quiiiii”

Ma guarda un po’. c’è chi le cose le prende sul serio (non l’ ho detto, ma l’ho pensato)

Questa al prossimo laboratorio rischia di non arrivarci.

Elisa

Uffi!

11 Apr

Non riesco più a essere assidua da queste parti…e soprattutto non riesco a stare dietro ai blog che mi piacciono… ma questo è un periodo un po’ così….di scazzo totale, per usare un francesismo. Insomma un sacco di cose da fare e quando arrivo a casa accendo il pc e a parte un po’ di cazzeggio su facebook non combino niente.

L’unica cosa bella è seguire i preparativi del matrimonio del secolo in famiglia. con annessi e connessi, mio nipote, il futuro sposo, che ha discusso la tesi di dottorato e si prepara a proseguire con il livello superiore di ricerca e studi. Insomma per fortuna la generazione successiva alla mia, ha qualche soddisfazione.

Io sul lavoro sono in una situazione da “non sai a quale santo votarti” la gente scappa appena può, molti vanno in pensione, nessuno viene sostituito, e soprattutto io lavoro in un ufficio dove salvo pistola puntata alla schiena nessuno vuole venire a lavorare. I dirigenti sanno solo lamentarsi e far spallucce genere “non sappiamo cosa fare, è così e basta”, salvo poi dare ferie contemporaneamente a tre persone su sei nelle stesse settimane e poi accorgersi che “Il servizio è scoperto”. E siccome a far dispetti sono buoni tutti, pensate di essere aiutati, che scatti la solidarietà?  Siete dei poveri illusi!!!! Potessi fare domanda di mobilità o trasferirmi in un altro ufficio lo farei in tempo zero. Potrei trovare di peggio, ma per quello che lascerei….zero rimpianti.

Meno male che c’è il tempo libero: l’associazione di volontariato, che sta diventando un impegno sempre maggiore ma almeno qualcuno che dice grazie si trova, la palestra, gli amici, la famiglia…. Insomma non sono una che si ferma in ufficio a fare straordinario perchè a casa non sa come passare il tempo, tanto per dire. Sono zitella, non ho marito figli da accudire ma io il tempo me lo so impegnare. Sappiate che nella logica perversa dei miei colleghi, sarei una senza problemi e che “cazzo avrei da lamentarmi”? Una da “no figli, no mutuo, no impegni”….

Nota leggera: devo comprarmi un paio di ballerine o scarpe basse eleganti con borsetta combinata… si va alla ricerca!!!!

Elisa

lezione di emozioni

30 Mar

Oggi sono andata a scuola!!!!

Già, a scuola di emozioni insieme a vendidue bambini e bambine di seconda elementare, la loro maestra e una educatrice, con giochi sul tema delle emozioni e del rapporto con l’altro o l’altra, in questo caso gli altri compagni di classe.

Tutti in cerchio seduti e….via si parte.

I giochi sono stati tanti, ma parlerò dei più significativi, anche se questo è un mio giudizio personale e da adulta.

L’orologio dell’umore: alzarsi uno a uno, presentarsi, andare a collocare un sassolino nel quadrante che in quel momento ci rappresenta: pessimo umore, triste, contenta, al settimo cielo. La maggior parte era al settimo cielo, perchè iniziavano le vacanze di Pasqua e ritornava una delle loro due maestre, quella più buona ossia quella che dà meno compiti…,…. la maestra presente ha fatto la figura della megera dispensatrice di esercizi a casa e cercava di contenere questa nomea (Ma non è vero! Io assegno  i compiti a casa quando non mi state ad ascoltare in classe. fate i buoni e niente compiti!!!!) L’aria da megera questa giovane insegnante biondina in camicetta e jeans proprio non ce l’aveva!!!!

Poi insomma chi era contento per via di un fratellino in arrivo, chi per il compleanno e chi era su tutte le furie perché aveva litigato con la mamma quella mattina (ben tre maschietti!!!)

Secondo gioco, lo specchio: in coppia bimbo e bimba uno di fronte all’altro a copiare i movimenti prima dell’una e poi dell’altro… e qui un bimbo bello robustello si è scartato perchè la sua compagna voleva farlo ballare e il “ballo è roba da femmine!!!!” (promette bene il ragazzo!!!). Scopo del gioco: osservarsi ed essere in sintonia.

Il gioco della statua e dello scultore: a turno si deve dare al bimbo una posa per imitare un animale, una emozione (rabbia, gioia, paura)…. Io, che ero della partita, ero inginocchiata e sono rimasta un buon quarto d’ora carponi prima che il bimbo che giocava con me decidesse come farmi interpretare un’aquila 🙂 Però è riuscito a far bene il suo lavoro…. Poi è stata la volta di rappresentare la paura, la gioia, la rabbia, ecc… Scopo? Riconoscere uno stato d’animo….

Insomma potrei andare avanti con altri giochi tutti portati a spiegare il concetto di empatia! Che tra l’altro i bimbi sanno bene cosa voglia dire…..

La cosa più sconvolgente è successa alla fine delle due ore di corso, una bimba marocchina si mette in un angolo a piangere e non si alza per andare a mensa, la maestra le si avvicina insieme a me e alla educatrice e dopo un po’ riesce a farle dire quale fosse il problema: era triste, e aveva paura, di una cosa…… Di Dio che è cattivo!!!!

E qui ci sarebbe tanto da dire…..

Elisa

Alla prossima puntata

famiglie felici?

15 Mar

Avete presente i gruppi facebook “quelli che” ? Ecco io mi sono iscritta causa compleanno tondo tondo, al gruppo dei miei coetanei e parteciperò a breve alla prima cena dei coscritti della mia esistenza, cena ex compagni di classe a parte. La cena vedrà riuniti, ad oggi, una sessantina di persone provenienti da tutta Italia. Sono contenta e curiosa di conoscere di persona i miei coetanei con i quali cazzeggio a suon di post e adesivi. Ora abbiamo anticipato una cenetta dei coscritti della mia città e il risultato è stato controverso. Non fraintendetemi, mi sono divertita, è stato piacevole, la comitiva è simpatica. Tempo qualche minuto per sciogliere il ghiaccio e poi ci sono state un sacco di risate e complicità come se ci conoscessimo da tempo. Che lavoro fai, famiglia, che scuola hai frequentato, ecc…. Molto tipicamente da buoni sabaudi, i miei coscritti non hanno ancora sciolto la riserva sul partecipare o meno alla cena nazionale. Io, da parte mia, ho già versato la mia quota e, sola o in compagnia, vado.

Un fatto è stato lampante, i maschietti sono più restii a partecipare a questo genere di eventi, almeno qui in sabaudia: eravamo sette donne e un uomo. Dovevano venire altri due maschietti, ma hanno dato buca. Hanno dato conferma, prenotato, ma non si sono presentati. Bah!!!!

Scavando, scavando quello che mi ha sconcertato , mano a mano che la complicità aumentava e i racconti si sviluppavano è stato un fattore comune che accomunava le storie personali delle “ragazze” presenti:

1) quella che il marito la chiude fuori casa e la fa dormire sul pianerottolo quando lei si presenta tardi dopo una uscita o quando litigano e che una volta ha dovuto chiamare la polizia per farsi aprire.

2) quella che vive da separati in casa con il marito perchè a lui fa comodo così (ma dai!!!) e però la chiama sul cellulare e le fa una storia che non finisce più perchè non aveva capito che sarebbe uscita e lui era a casa con la figlia quindicenne da solo

3) quella che il marito l’ha piantata con una figlia invalida e su una sedia a rotelle (povera ragazza 😦 ) e lei si deve fare carico di due figlie, casa, mantenimento ecc… Gran bastardo, vero?

Le altre e l’altro avevano “solo” storie di matrimoni falliti alle spalle con strascichi di traslochi, alimenti, figli da portare in vacanza un po’ con l’uno e un po’ con l’altro genitore….

Roba da far accapponare la pelle a Papa Francesco.

Io e l’unica altra single della tavolata ci siamo guardate con un faccia da “scampato pericolo!!!”

Tra parentesi la coscritta single in questione, oltre a essere la più simpatica ed espansiva della tavolata, passa tutti i week end o ad andare a ballare, o in gita con comitiva di amici, o a sciare, ecc…..

Bastardamente ho pensato che quest’ultima,  me la coltivo :-p

Tra zitelle ci si intende!

Elisa

la zia

10 Mar

Ma tu da chi hai preso? Ve lo hanno mai chiesto in famiglia? Io spesso, soprattutto da mia nonna, e ci ho pensato su per tanto tempo e alla fine analizzando i vari membri della mia sconquassata famiglia penso di assomigliare alla sorella più piccola della mia nonna paterna, quella che non si è sposata, è vissuta in campagna  con i suoi ed ha poi ereditato il pezzo più grande  di casa, con orto, galline, piante da frutta…roba piccola, si intende, ma quanto basta per l’autoconsumo. Intanto ha sempre lavorato nella fabbrica del paese,  aveva il suo stipendio e la sua pensione, andava a farsi un viaggetto ogni tanto, ma il resto della sua vita la trascorreva in paese tra lavoro, orto, galline e qualche puntatina in osteria forse unica donna in mezzo a tanti uomini e penso che si sia concessa qualche storiella senza troppa attenzione se con scapoli o ammogliati…. Notare che lei era diplomata alle magistrali e ha provato a fare la maestra per un po’ ma poi ha deciso che lei e i bambini proprio non si prendevano, punto che ci accomuna assolutamente 🙂

Ogni tanto le sorelle (nonna e altra sorella) passavano a farle la ramanzina: perchè la zia non era proprio ordinata, la casa faceva spavento, andava vestita come capitava, usciva nell’orto e in cortile secondo le livide madame del paese “nuda” ma in realtà “in sottoveste” e scandalo!!!! non disdegnava un bicchierino e altro con qualche coetaneo….. Insomma a me la zia stava simpatica da bambina e mi sta simpatica ancora adesso che ci penso… una che si faceva i beati c…i suoi e che non le rompessero più di tanto!!! Incassava le ramanzine, sopportava il via vai di donne di servizio spedite dalle sorelle  a mettere a posto casa soprattutto quando in estate ci si trasferivano anche loro per un po’

Nella stessa casa ora ci si trasferisce mia mamma in estate anche se l’orto è tenuto da altra zia acquisita e la casa non è più come era una volta, più ordinata, tutta ristrutturata, ma diversa.

Comunque, la zia  che viveva libera e senza stare troppo a preoccuparsi di sorelle e vicini, era una donna generosa e affettuosa e io me la ricordo pochissimo (è morta che io avevo sei anni). Ma una cosa non me la posso dimenticare: quando andavo a dormire da lei la mattina usciva piano-piano, andava dal  fornaio a comprare il pane caldo per la “zuppa di latte” e poi infilava sotto il mio cuscino una di quelle bustine da 100 lire che contenevano un giochino a sorpresa, sempre uno diverso dall’altro, e ci giocavo per ore.

Solo quando ormai la zia era mancata da tempo, scoprii il cestone dal tabacchino con le buste… Chiesi a mamma se potevo comprarmene una, lei mi diede soldi e corsi a prenderla.  ma la magia era finita. Sotto il cuscino, con il pane fresco e la zia vicino, era tutta un’altra cosa,

Ecco…penso di assomigliarle un pochino, anche se non me la ricordo bene

Elisa