la zia

10 Mar

Ma tu da chi hai preso? Ve lo hanno mai chiesto in famiglia? Io spesso, soprattutto da mia nonna, e ci ho pensato su per tanto tempo e alla fine analizzando i vari membri della mia sconquassata famiglia penso di assomigliare alla sorella più piccola della mia nonna paterna, quella che non si è sposata, è vissuta in campagna  con i suoi ed ha poi ereditato il pezzo più grande  di casa, con orto, galline, piante da frutta…roba piccola, si intende, ma quanto basta per l’autoconsumo. Intanto ha sempre lavorato nella fabbrica del paese,  aveva il suo stipendio e la sua pensione, andava a farsi un viaggetto ogni tanto, ma il resto della sua vita la trascorreva in paese tra lavoro, orto, galline e qualche puntatina in osteria forse unica donna in mezzo a tanti uomini e penso che si sia concessa qualche storiella senza troppa attenzione se con scapoli o ammogliati…. Notare che lei era diplomata alle magistrali e ha provato a fare la maestra per un po’ ma poi ha deciso che lei e i bambini proprio non si prendevano, punto che ci accomuna assolutamente 🙂

Ogni tanto le sorelle (nonna e altra sorella) passavano a farle la ramanzina: perchè la zia non era proprio ordinata, la casa faceva spavento, andava vestita come capitava, usciva nell’orto e in cortile secondo le livide madame del paese “nuda” ma in realtà “in sottoveste” e scandalo!!!! non disdegnava un bicchierino e altro con qualche coetaneo….. Insomma a me la zia stava simpatica da bambina e mi sta simpatica ancora adesso che ci penso… una che si faceva i beati c…i suoi e che non le rompessero più di tanto!!! Incassava le ramanzine, sopportava il via vai di donne di servizio spedite dalle sorelle  a mettere a posto casa soprattutto quando in estate ci si trasferivano anche loro per un po’

Nella stessa casa ora ci si trasferisce mia mamma in estate anche se l’orto è tenuto da altra zia acquisita e la casa non è più come era una volta, più ordinata, tutta ristrutturata, ma diversa.

Comunque, la zia  che viveva libera e senza stare troppo a preoccuparsi di sorelle e vicini, era una donna generosa e affettuosa e io me la ricordo pochissimo (è morta che io avevo sei anni). Ma una cosa non me la posso dimenticare: quando andavo a dormire da lei la mattina usciva piano-piano, andava dal  fornaio a comprare il pane caldo per la “zuppa di latte” e poi infilava sotto il mio cuscino una di quelle bustine da 100 lire che contenevano un giochino a sorpresa, sempre uno diverso dall’altro, e ci giocavo per ore.

Solo quando ormai la zia era mancata da tempo, scoprii il cestone dal tabacchino con le buste… Chiesi a mamma se potevo comprarmene una, lei mi diede soldi e corsi a prenderla.  ma la magia era finita. Sotto il cuscino, con il pane fresco e la zia vicino, era tutta un’altra cosa,

Ecco…penso di assomigliarle un pochino, anche se non me la ricordo bene

Elisa

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2 Risposte to “la zia”

  1. lanoisette 10 marzo 2015 a 6:18 pm #

    evviva le donne come la zia.

  2. sportelloutenti 11 marzo 2015 a 9:05 pm #

    E sempre viva 🙂

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