come vedono le cose gli italiani

25 Gen

Le argomentazioni giuste e articolate di Benzina e di Povna mi hanno ispirato la seguente considerazione, che non so quanto calzi… ma un po’ si.

Secondo voi al referendum dello scorso giugno, quando si è trattato di votare se investire nelle centrali nucleari come fonte alternativa al petrolio di energia oppure no, quanto ha pesato il pensiero che del resto ha  colto anche me.

“Vi immaginate un appalto per la costruzione di una centrale nucleare di massima sicurezza, affidato con il criterio del massimo ribasso ad una azienda italiana, magari anche in odor di mafia, che lavora con cemento impoverito, in economia, utilizzando personale in nero, malpagato, non professionale, ecc….. Se non ci sono riusciti i Giapponesi…..”

Ecco perchè in Italia è dura riprendersi da una crisi economica…. fondamentalmente non ci fidiamo di noi stessi…. non ci possiamo fidare

Elisa

 

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8 Risposte to “come vedono le cose gli italiani”

  1. Anonimo SQ 25 gennaio 2012 a 9:21 pm #

    Viene da piangere, se pensi che le famose tre centrali (di tre tipo diversi, per non scontentare nessun alleato politico, inglesi, americani, francesi) degli anni ’50/’60 vinsero più volte i premi internazionali per l’efficienza e la conduzione senza incidenti.
    Dove siamo andati a finire ?? E tutto non è cominciato da poco, ma (a mio parere) dai magnifici anni ’80, quelli che se chiedevi ai fornitori prodotti di qualità, ti rispondevano (non tutti, ma molti dei + grossi) : “non fa parte della nostra politica fornire questi prodotti, alle USL vanno bene questi altri”.
    Nei ’90 ho sperato ne uscissimo, ma poi è apparso il salvatore della patria SB…

    Anonimo SQ

  2. sportelloutenti 26 gennaio 2012 a 5:22 pm #

    Anonimo SQ: le imprese se vendono ad un privato imprenditore come loro hanno un prezzo, se vendono a una amministrazione pubblica, ne hanno un altro. Ma la colpa è anche della P:A: che paga a babbo morto e che fa appalti che non hanno senso, al massimo ribasso. Ed è tutto un bluff. E’ impossibile che una azienda che si assicura un appalto con il 50% di ribasso ci possa stare nei costi, a meno di non pagare i dipendenti o vendere materiale di serie B o C.
    Per non parlare delle imprese che dopo aver preso i lavori, falliscono perchè non hanno abbastanza liquidità per sopportare i tempi di pagamento lunghi e gli oneri finanziari che ne derivano,.
    Questa cosa non è più tollerabile.
    Il tuo discorso sugli appalti in sanità mi ha fatto venire in mente la storia delle valvole cardiache brasiliane delle Molinette qui a Torino.
    Elisa

    • Anonimo SQ 26 gennaio 2012 a 7:17 pm #

      Permettimi qualche rettifica:
      1. le leggi sul massimo ribasso le hanno fatte negli ultimi anni, immagina da che parte, così si favorivano le ditte mafiose;

      2. Da quando nel 1984 iniziammo con il decentramento ai Dipartimenti (io sono all’ Università), abbiamo sempre pagato a 30 giorni, fino ad una delle magnifiche manovre Tremonti, che stabiliì per decreto il pagamento fino a 60. Di solito, facevamo comunque prima.

      3. Non so cosa succederà ora, con la osannata riforma Gelmini, l’amministrazione è stata “per razionalizzare” riaccentrata in Amministrazione centrale (prima del ’84 erano normali i tempi che dici). Ti saprò dire cosa accadrà, il punto è che pensano di trattare Università e Ricerca come l’ufficio del catasto.

      4. All’estero i miei colleghi hanno in tasca la carta di credito dei fondi di ricerca e pagano on-line (così si ottengono anche sconti tra il 10 ed il 30 %, a volte di più, per il software, per esempio). Noi che l’avevamo, ce l’hanno proibito per decreto (si sà, per evitare le infitrazioni mafiose e/o per garantire la tracciabilità della spesa : come è noto, con la VISA non esistono riscontri, ricevute etc.).

      Questo per uscire dai luoghi comuni e per dare a Cesare (o a Giulio) quel che è di Cesare. Poi, di privati che non pagano, semplicemente, è piena l’Italia.

      Anonimo SQ

  3. sportelloutenti 26 gennaio 2012 a 7:44 pm #

    Io pensavo ai Comuni e alle ASL e ti posso garantire che pagano veramente con tempi lunghissimi ho amici imprenditori che pensano hanno penato e anticipare delle fatture in banca costa tantissimo oltre al fatto che stipendi e imposte (IVA) le paghi subito.
    Che il massimo ribasso serva ad aiutare imprese non proprio “in regola” ci credo, anche perchè da qualche parte devono ben rientrare dei loro soldi.
    Dell’ambiente amministrativo delle Università non so nulla.
    Ma non posso crederci che non facciano usare la VISA perchè non è tracciabile.
    Sui privati imprenditori che non pagano e sulle conseguenze per i piccoli imprenditore potrei scrivere per ore: sono stata socia di una piccola impresa per dieci anni e ne ho una ampia esperienza.
    Elisa

    • Anonimo SQ 26 gennaio 2012 a 8:57 pm #

      Purtroppo non sono un amministrativo, Elisa, e le misteriose regole della burocrazia sono per me un mondo sconosciuto. Le mie segretarie, povere, mi sopportano con pazienza.
      Ti posso comunque assicurare che l’interpretazione di uno dei famosi decreti Tremonti per il controllo dei flussi finanziari, applicato dalla mia (e credo dalle altre, ma non ho, appunto per la mia natura, riscontri) università ha comportato, “per la mancanza di tracciabilità dei pagamenti”, l’abolizione dell’uso delle CC per le operazioni di pagamento. Tieni presente che, per potere accettare un ordine da noi, una ditta deve produrre una certificazione della camera di commercio (credo) sulla sua non connessione con la criminalità mafiosa (non essere soggetto di inchieste, condanne, credo), nonchè il famigerato documento che tutte le operazioni riguardanti la fornitura saranno effettuate a norma delle legghi sulla sicurezza del lavoro etc. Ovviamente, la documentazione deve avere meno di tre mesi (o sei), ovvero bisogna farla per ogni fornitura, e per almeno x volte all’anno.
      Conclusione : tante belle pratiche bancarie, a botte di 30/50 euro a bonifico per i pagamenti esteri, tanta tanta carta e tanti tanti costi, e basta sconti su Amazon per i libri etc.
      Se cpmpri su Internet, al miglior prezzo per il miglior prodotto, magari all’estero, dove le trovi tutte quelle carte ? Allora vai di CONSIP (come se servissero solo prodotti standard da ufficio per fare ricerca scientifica) !!!
      Avete visto morire la mafia, però, eh ?

      Anonimo SQ

  4. 'povna 26 gennaio 2012 a 11:40 pm #

    Aggiungerei il benaltrismo: la questione per cui, di fronte a una qualsiasi affernazione, il problema è sempre altrove.

  5. il Benza 27 gennaio 2012 a 10:00 am #

    Conosco qualche imprenditore, gente che lavora su appalti o commesse o robe così, e ultimamente sono tutti abbastanza basiti dai ribassi mostruosi praticati dalla concorrenza. Ribassi che in alcuni casi arrivano al 70% rispetto al costo usuale delle cose. Allora qualcuno mi dovrebbe spiegare come fa una ditta di Lecce a prendere un appalto su Milano con il 70% di ribasso rispetto alla ditta milanese. Come se io partissi da Torino per andare a prendere uno in stazione Garibaldi, col taxi, per portarlo al duomo, e lo facessi pagare il 70% in meno rispetto al collega milanese… cioè qui c’è qualcosa che non quadra, no, mi pare evidente.

    I buoni del comune per gli invalidi, comunque, a noialtri li pagano a cinque mesi.

  6. sportelloutenti 27 gennaio 2012 a 2:42 pm #

    Anonimo SQ: anche il mio Ente è schiavo della Consip e può fare bandi in proprio solo per piccoli importi e per forniture non previste dalla Consip.Ma il discorso è sempre lo stesso: le regole assurde che sono state messe – tracciabilità dei pagamenti, antimafia, durc, ecc….- sono state messe perchè ci sono stati molti che hanno fatto troppo i furbi in passato. Se tutte le imprese avessero pagato quanto dovuto di tasse e contributi in passato, se non ci fossero (stati) appalti truccati, ora non si sarebbe a questi assurdi che riguardano anche noi: ogni pagamento anche fossero cinque eruo, chiedi il durc, controlla se è a posto con equitalia con l’antimafia. Mezza giornata di lavoro (insieme ad altre cose, ovviamen te) per fare una operazione minima.
    Che po ci sia sempre che fa quello che vuole in barba a tutte le norme ahimè è assolutamente vero.

    Povna: regola sempre e comunque applicata e valida 😦

    Benzina: io ho lavorato per tante aziende private di piccole dimensioni che si sono sempre dovute arrabattare tra pagamenti in ritardo o mancati, non è facile e poi vuoi mettere le banche? Il discorso degli appalti al massimo ribasso poi fa il paio con i subappalti. Una impresa di Lecce vince un appalto a Milano e lo subappalta alla ditta di Bergamo che a sua volta subappalta a enne artigiani di Milano. Quello che ci rimette alla fine è sempre il piccolo artigiano.

    Elisa

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