pensioni

6 Dic

Oggi alla macchinetta del caffè  tre mie colleghe, età tra i cinquanta e i cinquantotto anni, stavano facendo i calcoli di quando andranno in pensione.

La più fregata di  tutti è la mia collega G. 59 anni e quaranta di contributi che con il sistema precedente ancora un annetto e mezzo e toglieva le tende, con somma gioia sua e dei cinque poveri cristi (me compresa) che se la sorbettano tutto il giorno e tutti i giorni. Con il nuovo sistema andrà in pensione fra quattro anni. E’ possibile che  suo marito e suo figlio diventeranno dei SuperMarioFan, per questa ragione (e come dare loro torto)

Le altre due i requisiti per andare in pensione a breve non ce li hanno (ma potevano rientrare nelle cosiddette finestre quelle delle somme anni di età più anni di contributi) Ma per loro i conteggi cambieranno con il passaggio dal sistema contributivo a retributivo perchè hanno entrambe storie lavorative tipo la mia: un tot di lavori cambiati, passaggio di mansioni diverse e, finalmente, solo tre o quattro anni fa l’agognata promozione con uno stipendio ben differente rispetto a quello o a quelli che percepivano prima. Chiaramente devono fare bene i conti per decidere cosa fare e quando andare in pensione. Ogni anno di anticipo costerebbe loro tre o quattro punti percentuali di pensione in meno al mese  sul massimo che prenderebbero, e sono un bel po’ di soldi…..

Io che, per una serie di ragioni e casini vari, ho iniziato a lavorare regolarmente abbastanza tardi e ho versato  i contributi per una decina di anni alla gestione commercio raggiungerò i 41 anni di contribuzione quando avrò esattamente settant’anni!!!!

Pretendo il monumento da parte dell’INPS… “al contribuente perfetto” 😦

Elisa

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10 Risposte to “pensioni”

  1. L'Economa Domestica 7 dicembre 2011 a 8:32 am #

    Elisa, mi puoi contattare in prv?

  2. sportelloutenti 7 dicembre 2011 a 5:29 pm #

    Dove posso contattarti? Dammi dell’asina me lo merito, ma attraverso il blog non lo so fare
    Stai complottando di rapire Monti, chiedere un riscatto e cerchi manovalanza? :-p
    Elisa

  3. sherazade 7 dicembre 2011 a 7:30 pm #

    Di casi come quello della tua collega anche io ne conosco molti e anche di persone con disabili a casa.
    Qualcosa almeno per il tetto si stà trattando ed ho sentito anche per l’uscita dal lavoro.
    Come la si mette è brutta.
    Grazie del tuo commento. Apresto

    shera 🙂

    • sportelloutenti 8 dicembre 2011 a 11:14 am #

      Grazie a te Sherazade!
      Io riesco ad avere più contributi di altri solo perchè sono invalida di mio, ahimè!!!! Sempre che non cambi la legge e sembre che riesca a mantenere un livello di salute accettabile
      Elisa

  4. il Benza 7 dicembre 2011 a 8:12 pm #

    Anch’io voglio un monumento equestre a bordo del taxi. Che però equestre col taxi insieme non si può fare: allora facciamo un monumento equestre con il tassametro. No, ma, va da sé che devo cambiare lavoro. E ‘sticazzi. A settant’anni a guidare il taxi ci starà quel porco di Monti. Io, NO.

    • sportelloutenti 8 dicembre 2011 a 11:15 am #

      in effetti,…..
      Ho avuto delle esperienze con certi tassinars non proprio ragazzini da manuale, ma ero a Roma, vale uguale?
      Elisa

  5. katherine 7 dicembre 2011 a 11:02 pm #

    E io? Vecchierella con codazzo al seguito armato di flauti, che giro per i corridoi ed arranco su vecchie scale scivolose tenendomi strettamente abbarbicata al corrimano per non cadere. Arrivata in cima dovrei cominciare a suonare e cantare ed invece gli alunni mi dovranno ventilare con gli spartiti per farmi passare le palpitazioni. Che splendido futuro!

    • sportelloutenti 8 dicembre 2011 a 11:18 am #

      Kathe, per questo dico che gli insegnanti dovrebbero essere ricompresi tra i lavoratori “usurati” o “usurabili”. Le stesse tue considerazioni le fa mia cognata che insegna scienze in un liceo e che stava già facendo i conti di quando andare in pensione,,,,Ora tutto da ricalcolare. 😦

      • 'povna 8 dicembre 2011 a 1:42 pm #

        gli insegnanti dovrebbero – come proposto in un lungo articolo qualche settimana fa – restare non in classe ma a scuola a partire da una certa età. Svolgendo con profitto mansioni più da ufficio. Perché in classe no, ma in altri compiti possiamo tranquillamente stare per una decina, ma anche quindicina di anni in più (e ci farebbe solo bene scoprire le meraviglie delle vere otto ore giornaliere di lavoro!)

  6. L'Economa Domestica 8 dicembre 2011 a 2:09 pm #

    Io proprio della maggiorazione contributiva volevo parlarti (sono cinque anni, in fondo, mica bruscolini); ho anche qualche dritta sull’argomento, l’e mail è Nomedelblog(at)casellamailquelladellaG.com

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